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EGAT avvia lo studio di fattibilità per il primo SMR thailandese da 300 MW al 2037

L’azienda elettrica di Stato thailandese EGAT ha avviato lo studio di prefattibilità per il primo reattore modulare da 300 MW, previsto in esercizio commerciale nel 2037. L’investimento stimato è di 60-70 miliardi di baht e la zona dell’Eastern Economic Corridor è in cima alla lista dei siti. EGAT avvia lo studio per il primo SMR da 300 MW in Thailandia: esercizio commerciale nel 2037, investimento da 60-70 miliardi di baht.

EGAT avvia lo studio di fattibilità per il primo SMR thailandese da 300 MW al 2037

La Thailandia mette in cantiere il suo primo reattore nucleare. L’azienda elettrica di Stato EGAT ha avviato lo studio di prefattibilità per un reattore modulare (SMR) da 300 MW, con avvio dell’esercizio commerciale previsto per il 2037.

L’investimento stimato è di 60-70 miliardi di baht. EGAT sta nominando una società di consulenza che dovrà scegliere la tecnologia più adatta e valutare i possibili siti. L’Eastern Economic Corridor (EEC) è indicato come candidato prioritario, anche per l’elevata domanda elettrica dell’industria locale. La scelta definitiva dipenderà dalle raccomandazioni dei consulenti e dalle valutazioni ambientali, che comprendono stabilità sismica e disponibilità di acqua di raffreddamento.

Il progetto rientra nel Piano di sviluppo energetico 2026 (PDP2026). Secondo Siriwat Chedsi, vicegovernatore di EGAT per lo sviluppo delle centrali, la volatilità dei prezzi globali dei combustibili ha aumentato l’interesse per gli SMR. I costi iniziali di costruzione restano alti, ma nel lungo periodo i costi di generazione non risentono delle oscillazioni dei combustibili fossili. Per un Paese esposto ai prezzi del gas naturale liquefatto, il dato pesa. L’iniziativa punta anche a rafforzare la sicurezza energetica e fornire elettricità a basse emissioni.

Sul piano tecnico EGAT lavora con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) per allineare scelta tecnologica, standard di sicurezza e quadro normativo alle pratiche internazionali. L’AIEA ha riconosciuto che la Thailandia ha già compiuto i primi passi sull’infrastruttura, e indica come priorità formazione del personale, coinvolgimento dei portatori di interesse, scelta del sito e strumenti di finanziamento. L’Office of Atoms for Peace guarda intanto alla Cina, il cui settore nucleare è in rapida espansione, per le regole di sicurezza del primo SMR. EGAT prevede inoltre di proporre un organismo dedicato all’attuazione del programma nucleare, in coordinamento con le agenzie governative.

La Thailandia non è sola. L’interesse per il nucleare è tornato a crescere in tutto il Sud-Est asiatico, da Vietnam a Indonesia, Filippine e Malesia. Se la tabella di marcia verrà rispettata, l’unità da 300 MW farà da banco di prova per una flotta più ampia di reattori modulari nella regione, con i primi contratti per la tecnologia attesi dopo la conclusione della selezione affidata ai consulenti.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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