Thea Energy ha nominato Pat Schweiger chief engineer. L’annuncio è del 3 novembre 2026: Schweiger arriva da Oklo, dove era chief technology officer, e porta più di quarant’anni di esperienza nella progettazione, costruzione ed esercizio di centrali.
Nel nuovo ruolo sarà l’autorità di progetto per i sistemi dell’azienda, con la responsabilità dell’integrazione. Thea Energy, che ha sede a Kearny, nel New Jersey, sta passando dall’hardware magnetico già dimostrato al suo stellarator di grande scala, chiamato Eos, e alla prima centrale, Helios. Lo stellarator è la configurazione di fusione a confinamento magnetico su cui l’azienda ha costruito la propria architettura, basata su bobine planari.
Il curriculum di Schweiger tocca sia la fissione sia la fusione. Ha iniziato la carriera al Fast Flux Test Facility del Dipartimento dell’Energia statunitense, dove ha collaudato materiali avanzati rilevanti per la fusione, oltre a combustibili, componenti, protocolli e progetti di sicurezza. In seguito è stato chief engineer di Commonwealth Fusion Systems: lì ha portato la struttura ingegneristica a oltre 400 persone e ha guidato progettazione e costruzione di un tokamak ad alto campo. Nel maggio 2025 era passato a Oklo, azienda di reattori avanzati quotata al NYSE.
Brian Berzin, cofondatore e amministratore delegato di Thea Energy, ha spiegato la scelta così: «The companies that deliver will earn trust through engineering discipline». Berzin ha aggiunto che Schweiger ha scelto Thea perché l’architettura è pensata per essere pratica e perché l’azienda sta eseguendo il piano. Il suo contributo servirà a portare lo stesso ritmo nella fase di costruzione.
Schweiger ha commentato il ritorno alla fusione dicendo che la sua carriera era partita da un impianto che testava materiali per la fusione. Secondo lui il settore è arrivato a un momento in cui deve mantenere le promesse fatte. Ha anche dichiarato di aver lavorato su quasi tutti gli approcci alla fusione.
La nomina è l’ultima di una serie di assunzioni senior con cui Thea Energy costruisce la squadra necessaria a portare le centrali dalla progettazione al cantiere. Il passaggio di una figura con esperienza in entrambi i campi del nucleare avanzato, da un’azienda di fissione a una di fusione, è un segnale della mobilità di competenze tra i due settori.
Il banco di prova sarà Eos. Se l’integrazione dei sistemi reggerà alla scala successiva ai magneti già provati, Helios potrà passare da progetto a primo impianto capace di produrre elettricità commerciale.




