Lightbridge ha comunicato di essere stata selezionata per il programma Nuclear Energy Launch Pad INL del Dipartimento dell’Energia statunitense. Il percorso porta all’autorizzazione DOE per progettare, costruire e gestire un impianto pilota all’Idaho National Laboratory, dove produrre lead test assembly del combustibile nucleare avanzato dell’azienda. La notizia arriva con la presentazione dei conti del terzo trimestre 2026.
La selezione risale ad agosto. Il programma è gestito dal National Reactor Innovation Center del laboratorio. L’impianto ha ora un nome: Lightbridge Fuel Pilot Factory, chiamato internamente SHED. Il progetto prevede una piattaforma multiuso per la produzione di combustibile e per la ricerca, con un laboratorio dedicato e un programma di garanzia della qualità NQA-1 attivo fin dall’inizio.
Il quadro finanziario è solido. Al 30 settembre 2026 la società disponeva di circa 236,7 milioni di dollari tra cassa ed equivalenti, senza debiti. La spesa in ricerca è aumentata e la perdita dei primi nove mesi dell’anno si è allargata, effetto degli investimenti sul programma. Il titolo ha chiuso la seduta in calo di circa l’8,5%.
Il motivo dell’interesse è tecnico. Prima, per produrre i lead test assembly serviva una fabbrica commerciale già autorizzata dalla NRC. Con il Launch Pad, l’azienda può usare la via DOE e produrre i campioni da dimostrare nei reattori commerciali americani in tempi più brevi. Il CEO Seth Grae ha spiegato che non occorre più attendere la licenza di un impianto su scala commerciale. L’impianto pilota resterà sempre sotto autorizzazione DOE e fuori dal licensing NRC. Parallelamente prosegue la progettazione concettuale della futura Lightbridge Fuel Factory, il sito commerciale.
Sul fronte dei test, Lightbridge ha firmato in agosto un project task statement nell’ambito dell’accordo di ricerca con Battelle Energy Alliance, l’operatore del laboratorio per conto del DOE. L’intesa dà accesso al loop testing dell’Advanced Test Reactor, posizione di prova rara. L’esame dei primi campioni irraggiati è in corso e i primi risultati dei test sul combustibile sono attesi nel 2027. Il Giappone ha inoltre emesso un avviso di concessione per un brevetto.
La catena di fornitura è un tema aperto. La produzione richiederà fonti qualificate di uranio, tra cui HALEU e uranio metallico, e la società valuta fornitori, soluzioni alternative e requisiti infrastrutturali. Il DOE ha chiarito che l’autorizzazione dell’impianto non coprirà l’uso dei campioni nei reattori commerciali, che richiederà un passaggio separato. Al 30 settembre non risultavano impegni vincolanti per la costruzione, che dipende da ulteriori accordi con DOE e INL.
Se gli accordi verranno chiusi, l’Idaho potrebbe ospitare entro pochi anni una linea dedicata ai primi assembly con combustibile Lightbridge, da inserire poi nei reattori commerciali statunitensi.




