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ASEAN e Giappone puntano sugli SMR: firmata la dichiarazione DISG

A Bangkok il 18° meeting del DISG Task Force ha adottato una dichiarazione congiunta che include i reattori modulari compatti tra le tecnologie cardine della cooperazione energetica tra ASEAN e Giappone. Il documento impegna i due blocchi su sicurezza energetica e neutralità carbonica attraverso partenariati pubblico-privati.

ASEAN e Giappone puntano sugli SMR: firmata la dichiarazione DISG

I reattori modulari compatti entrano formalmente nell’agenda energetica ASEAN-Giappone. L’8 luglio 2026, a Bangkok, il 18° DISG Task Force Meeting ha adottato la “DISG Task Force Joint Declaration”: un documento che traccia le linee della cooperazione bilaterale su cinque aree prioritarie, con gli SMR esplicitamente citati tra le tecnologie di nuova generazione su cui costruire infrastrutture comuni e collaborazione tecnica.

Il DISG — Dialogue for Innovative and Sustainable Growth — è la piattaforma pubblico-privata che da anni coordina il dialogo economico tra i dieci paesi dell’ASEAN e il Giappone. Presieduta da Masuo Kuremura, riunisce ministeri, camere di commercio e imprese private dei paesi membri. La dichiarazione adottata in questa 18ª sessione è la prima a codificare in modo esplicito la cooperazione nel campo degli SMR, accanto a biocarburanti e carburante sostenibile per l’aviazione. L’obiettivo dichiarato è duplice: sicurezza energetica e neutralità carbonica, da perseguire insieme attraverso la costruzione di infrastrutture di approvvigionamento condivise.

Sul fronte energetico, la dichiarazione inserisce gli SMR in un quadro più ampio che comprende l’ASEAN Power Grid e l’Asia Zero Emission Community (AZEC), la piattaforma multilaterale avviata dal Giappone per accelerare la transizione energetica nella regione. Il messaggio è che la resilienza energetica regionale passa sia dalle reti elettriche interconnesse sia dalle nuove tecnologie di generazione. Gli SMR rispondono a entrambe le esigenze: possono essere dispiegati localmente, riducono la dipendenza da grandi impianti centralizzati e si integrano con reti distribuite.

La cooperazione non si limita all’energia. La dichiarazione individua come settori strategici i semiconduttori, il comparto automotive, l’infrastruttura digitale e l’intelligenza artificiale. Yumiko Hata, direttrice della Divisione Asia e Pacifico del METI (Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese), ha dichiarato durante la sessione che il Giappone promuoverà misure di sicurezza energetica e resilienza delle filiere in stretto coordinamento con le camere di commercio dei singoli paesi. Un segnale preciso: Tokyo non intende agire unilateralmente, ma costruire reti di interdipendenza con i partner ASEAN.

La questione della velocità di esecuzione resta aperta. Un rappresentante del Brunei ha sollevato il tema durante i lavori, osservando che il Giappone, pur disponendo di tecnologie avanzate, sconta un ritardo rispetto ai concorrenti occidentali e cinesi nella capacità di tradurre l’eccellenza tecnica in presenza concreta sui mercati. È una critica che il Giappone conosce bene, e che negli ultimi anni ha spinto il METI a rivedere le proprie strategie di internazionalizzazione industriale, comprese quelle legate al nucleare civile.

Con questa dichiarazione, gli SMR guadagnano un posto in un quadro diplomatico ed economico di primo piano. L’area ASEAN conta oltre 680 milioni di persone, una domanda energetica in rapida crescita e un mix elettrico ancora fortemente dipendente dal carbone. Se la cooperazione tecnica con il Giappone si tradurrà in progetti concreti di dispiegamento, la regione potrebbe diventare uno dei mercati di riferimento per i reattori modulari nei prossimi due decenni. La dichiarazione è un impegno politico. I cantieri vengono dopo.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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