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ASP Isotopes avanza sul HALEU: accordi in Sud Africa e negli USA

La controllata nucleare di ASP Isotopes, Quantum Leap Energy, ha siglato un contratto operativo con l’ente sudafricano Necsa e un accordo preliminare con un grande operatore nucleare statunitense per produrre HALEU, il combustibile che serve agli SMR di nuova generazione. La società punta alla quotazione separata di QLE mentre la domanda globale di uranio ad alto arricchimento continua a crescere.

ASP Isotopes avanza sul HALEU: accordi in Sud Africa e negli USA

Quantum Leap Energy (QLE), la controllata per i combustibili nucleari di ASP Isotopes, ha firmato due accordi distinti nel primo trimestre 2026 per portare la produzione di HALEU — l’uranio ad alto arricchimento che alimenta i reattori di nuova generazione — dalla fase di ricerca a quella commerciale. Un passo concreto in un mercato dove l’offerta è ancora quasi inesistente in Occidente.

Il primo accordo è stato siglato in febbraio con la South African Nuclear Energy Corporation (Necsa): un Pre-Implementation Services Contract che avvia la collaborazione operativa per la ricerca, lo sviluppo e la futura produzione commerciale di HALEU presso il sito nucleare di Pelindaba. QLE porterà le sue tecnologie proprietarie di arricchimento, mentre Necsa mette a disposizione infrastrutture consolidate e un posizionamento strategico nell’intera filiera nucleare globale. L’accordo è la diretta evoluzione di un MOU già annunciato in precedenza tra la filiale sudafricana di ASP Isotopes e Necsa, e porta la collaborazione su un piano contrattuale e operativo. Necsa è considerata tra i leader mondiali nella ricerca e nella tecnologia nucleare: la scelta del sito di Pelindaba non è casuale, dato che lì esistono già competenze regolamentari e infrastrutture fisiche che QLE non dovrebbe costruire da zero.

In marzo, QLE ha poi sottoscritto un memorandum d’intesa non vincolante con una grande società energetica statunitense quotata in borsa che gestisce centrali nucleari operative. La società americana valuterà opzioni per sostenere i piani di QLE di stabilire impianti avanzati del ciclo del combustibile nucleare negli Stati Uniti, compresi impianti per produrre HALEU e LEU+, e per fornire servizi di conversione e deconversione dell’uranio. Il memorandum definisce anche potenziali termini di supporto finanziario in vista di accordi definitivi per la fornitura di uranio arricchito. Il nome della controparte non è stato reso noto, ma si tratta di un operatore con centrali già in esercizio — un dettaglio che indica una domanda reale, non speculativa.

Il contesto di mercato spiega perché questi accordi abbiano senso adesso. Il HALEU è arricchito fino al 19,75% in U-235, contro il 5% del LEU tradizionale, ed è il combustibile richiesto dalla grande maggioranza dei progetti SMR e dei reattori avanzati in sviluppo. Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti stima che entro il 2035 il paese avrà bisogno di 40 tonnellate metriche di HALEU l’anno per sostenere il proprio settore nucleare commerciale, con una proiezione che sale a 500 tonnellate metriche annue entro il 2050. Oggi non esiste alcun produttore occidentale su scala commerciale. QLE punta a colmare questo vuoto con la tecnologia Quantum Enrichment (QE), un processo proprietario basato su laser che la società ritiene capace di arricchire isotopi pesanti a costi inferiori rispetto alle tecnologie convenzionali di centrifugazione. Lo sviluppo della tecnologia QE è ora in fase di traduzione in specifiche fisiche per apparecchiature e sistemi.

QLE persegue anche la quotazione come società indipendente, separata dalla capogruppo ASP Isotopes. Il finanziamento raccolto tra il 2023 e il 2026 è considerato sufficiente a coprire il programma di sviluppo attuale. Se la roadmap regge — accordi operativi in Sudafrica, strutture negli USA, tecnologia laser in fase di prototipazione — QLE potrebbe arrivare alla sua IPO con una filiera del combustibile già parzialmente strutturata su due continenti. Per il mercato degli SMR, che ha disperatamente bisogno di fornitori di combustibile fuori dalla Russia, sarebbe un cambiamento di scenario concreto.

Tag: SMR (Small Modular Reactors) Uranio

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