Home Economia dell'Energia Bihar, accordi da 51.600 crore di…
Economia dell'Energia

Bihar, accordi da 51.600 crore di rupie: il nucleare guida la corsa

Il governo del Bihar ha siglato accordi industriali per 51.600 crore di rupie, con il nucleare come voce principale: 22.500 crore vanno a Global Renewable Advanced Clean Energy per un impianto atomico. Lo stato punta a diventare un polo energetico nel cuore dell’India.

Bihar, accordi da 51.600 crore di rupie: il nucleare guida la corsa

Il Bihar ha firmato accordi industriali per circa 51.600 crore di rupie — oltre sei miliardi di dollari — con gruppi privati di tutta l’India. La fetta più grande, 22.500 crore, va a un singolo progetto: un impianto di energia nucleare firmato da Global Renewable Advanced Clean Energy, nota con l’acronimo GRACE. Il nucleare non è un comparto tra tanti in questo pacchetto. È la voce che da sola vale quasi la metà dell’intera operazione.

Gli accordi sono stati siglati alla presenza del Primo Ministro statale Samrat Choudhary, che guida il Bihar con lo slogan “Build and Believe in Bihar”. L’investimento copre settori diversi — acciaio, tessile, agroalimentare, farmaceutica — ma è la componente energetica a dare il tono all’iniziativa. Il governo dello stato ha dichiarato che gli accordi puntano a generare occupazione su larga scala e ad accelerare l’industrializzazione di una delle regioni storicamente meno sviluppate dell’India.

Il contesto nazionale spiega molto. Il Bihar si inserisce in una strategia che viene da New Delhi. Il budget dell’Unione 2025-26 aveva già annunciato una Nuclear Energy Mission con uno stanziamento di 20.000 crore di rupie dedicato alla ricerca e allo sviluppo dei reattori modulari di piccola taglia. Il budget 2026-27 ha prolungato le esenzioni sui dazi doganali per componenti nucleari fino al 2035, con l’obiettivo dichiarato di attrarre capitali privati nel settore. In questo quadro, lo stato del Bihar si candida come uno dei territori dove il progetto nucleare indiano prende forma concreta. Già in precedenza, NTPC aveva avviato uno studio di fattibilità per due unità da 700 MW ciascuna nel distretto di Banka, per un investimento stimato in 25.000 crore di rupie. Il movimento, insomma, era già in corso.

Il segnale politico ha un peso preciso. La legge SHANTI — Strategic Harnessing of Atomic energy for National Transformation of India — approvata nel 2025, ha aperto il settore nucleare ai capitali privati, superando due decenni di monopolio statale. Aziende come Adani Power hanno già annunciato la costituzione di sussidiarie dedicate all’energia atomica. Il Bihar, con questi MoU, aggiunge un tassello operativo a una riforma che fino a poco tempo fa sembrava solo sulla carta.

Cosa succederà adesso dipende dalla velocità con cui i progetti passeranno dalla firma al cantiere. Il sistema di approvazione nucleare in India resta complesso, e la distanza tra un memorandum d’intesa e un reattore in esercizio si misura in anni. Ma la direzione è definita. Uno stato che storicamente dipendeva dall’energia importata si posiziona come futuro produttore. Se anche solo una parte degli investimenti siglati si traduce in infrastruttura reale, il Bihar ridisegnerà la propria mappa energetica — e con essa il peso del nucleare nell’India che verrà.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

Articoli simili