Blue Energy e GE Vernova Hitachi Nuclear Energy hanno firmato un accordo per avviare la fase operativa del progetto da 2,5 gigawatt a Victoria, in Texas. L’intesa copre ingegneria di dettaglio, licensing regolatorio e analisi di sicurezza. La decisione finale d’investimento è attesa nel 2027.
Il cuore del progetto è un impianto ibrido che abbina due tecnologie diverse sotto lo stesso tetto. Due turbine a gas GE Vernova 7HA.02 entreranno in funzione per prime, portando circa 1 gigawatt alla rete — e a un vicino data center — già nel 2030. La componente nucleare seguirà nel 2032: fino a cinque reattori BWRX-300 da 300 megawatt ciascuno, per un totale di circa 1,5 gigawatt aggiuntivi. La capacità complessiva raggiungerebbe così i 2,5 GW entro i primi anni del prossimo decennio.
Blue Energy ha già presentato alla Nuclear Regulatory Commission statunitense la prima parte della domanda di permesso di costruzione per il sito del Porto di Victoria. Il pacchetto iniziale è stato depositato, ma la parte rimanente arriverà nel 2027, dopo il completamento di un anno di raccolta dati specifici per il sito, come richiesto dalla NRC. La strategia di deposito è dunque per fasi, seguendo le indicazioni dell’autorità di vigilanza federale.
Il modello finanziario e costruttivo che Blue Energy vuole testare a Victoria è insolito. L’idea è usare i ricavi generati dalle turbine a gas nei primi anni per sostenere i costi del cantiere nucleare, riducendo il rischio finanziario tipico di un progetto atomico puro. Blue Energy chiama questo approccio costruttivo “Blue Way”: sfrutta la progettazione standardizzata del BWRX-300 per anticipare in fabbrica la maggior parte del lavoro, spostando lontano dal sito la produzione dei componenti principali. L’accordo siglato ad aprile 2026 per l’accelerazione del progetto, e quello più recente di agosto, segnano due tappe consecutive nella stessa direzione.
La pressione sulla domanda di elettricità negli Stati Uniti è il contesto che spinge questo tipo di soluzioni. Data center, intelligenza artificiale e manifattura avanzata richiedono grandi quantità di energia affidabile, spesso prima che i tempi tipici del nucleare tradizionale lo permettano. Combinare gas e SMR in un unico sito serve proprio a colmare questo divario temporale: elettricità subito dal gas, poi decarbonizzazione progressiva con il nucleare. Eric Gray, CEO del segmento Power di GE Vernova, ha descritto l’approccio come la costruzione di “un modello replicabile per la generazione di base su larga scala”.
Il BWRX-300 è già in fase di progettazione preliminare in Canada e negli Stati Uniti, dove la Tennessee Valley Authority ha presentato una domanda parallela alla NRC per il sito di Clinch River. Se il progetto canadese — atteso entro fine decennio — diventerà il primo reattore di riferimento della serie, le lezioni apprese potrebbero accelerare i successivi cantieri, incluso quello texano. Victoria potrebbe così diventare il primo impianto commerciale che fonde gas e nucleare in un’unica infrastruttura di generazione, aprendo una strada che altri sviluppatori osservano con attenzione.




