La Thailandia si prepara a entrare nell’era del nucleare commerciale. Il nuovo Piano di Sviluppo Energetico PDP2026, che copre il periodo fino al 2050, include i reattori modulari di piccola taglia (SMR) in tutti e quattro gli scenari di fornitura elettrica elaborati dal sottocomitato di redazione del piano. L’obiettivo comune a ogni scenario è raggiungere 9.000 MW di capacità SMR installata entro il 2050, con il primo reattore da 300 MW connesso alla rete nazionale entro il 2037.
Il passo più concreto è arrivato il 14 settembre 2026, quando a Bangkok è stato firmato un accordo tra un’agenzia federale statunitense e l’Electricity Generating Authority of Thailand (EGAT) per uno studio di fattibilità neutrale rispetto ai fornitori. Lo studio valuterà sette sviluppatori americani di SMR: GE-Hitachi, Holtec (SMR-300), Kairos Power, NuScale, TerraPower (Natrium), Westinghouse (AP300) e X-Energy (Xe-100). Le architetture esaminate spaziano dai reattori ad acqua leggera pressurizzata ai design a sodio veloce e a gas ad alta temperatura, per una capacità complessiva di riferimento di circa 600 MWe. È il passo più significativo mai compiuto dalla Thailandia verso il nucleare commerciale.
Il contesto istituzionale si sta muovendo in parallelo. Il 8 settembre 2026, la Commissione per l’Energia Nucleare per la Pace ha approvato un quadro normativo di riferimento per gli SMR, allineato agli standard dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA). Un’analisi AIEA condotta su 19 aree dell’infrastruttura nucleare ha rilevato che la Thailandia è già pronta in dieci ambiti, mentre sei richiedono ancora sviluppo. Il governo ha chiarito che nessuna decisione definitiva è stata presa su dove costruire un impianto o quale tecnologia adottare. La preparazione normativa, però, è già avviata.
Il piano energetico risponde a una domanda elettrica in rapida espansione. La crescita dei veicoli elettrici, l’espansione del trasporto su rotaia ad alta velocità e l’aumento dell’attività industriale stanno modificando strutturalmente i consumi. Il picco di domanda si sta spostando verso le ore serali, rendendo le fonti non programmabili meno adatte a coprire il fabbisogno di base. Gli SMR, con la loro capacità di generazione continua e modulare, rispondono proprio a questa esigenza. Entro il 2050, i reattori modulari dovrebbero fornire tra il 16% e il 18% dell’intera produzione elettrica nazionale.
Il governo di Bangkok vede nel nucleare uno strumento per ridurre la dipendenza dai combustibili importati, che espone il paese alla volatilità dei mercati internazionali. L’Office of Atoms for Peace (OAP) e EGAT stanno lavorando insieme su tecnologia, siti potenziali, formazione del personale specializzato e coinvolgimento del pubblico. Il PDP2026 sarà sottoposto a consultazione pubblica e poi presentato al Consiglio Nazionale per la Politica Energetica entro la fine del 2026. Se il percorso reggerà ai tempi previsti, la Thailandia potrebbe diventare il primo paese del Sud-Est asiatico a operare un reattore nucleare commerciale di nuova generazione, aprendo la strada a una potenziale diffusione della tecnologia SMR nell’intera area ASEAN.




