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Telix acquisisce ITM per 1,65 miliardi: nasce un gigante dei radiofarmaci

Telix Pharmaceuticals ha firmato un accordo da almeno 1,65 miliardi di dollari per fondersi con ITM Isotope Technologies Munich, il principale produttore mondiale di radioisotopi terapeutici. La società combinata punta a ricavi pro forma superiori a 1,3 miliardi di dollari nel 2026.

Telix acquisisce ITM per 1,65 miliardi: nasce un gigante dei radiofarmaci

Telix Pharmaceuticals ha firmato il 21 settembre 2026 un accordo strategico per fondersi con ITM Isotope Technologies Munich SE, in un’operazione del valore di almeno 1,65 miliardi di dollari. La società australiana quotata all’ASX e al NASDAQ acquisisce la totalità delle azioni di ITM, azienda privata con sede a Monaco di Baviera, leader mondiale nella produzione di radioisotopi terapeutici.

Il valore dell’accordo può salire fino a ulteriori 700 milioni di dollari qualora il farmaco principale di ITM, denominato ITM-11, raggiunga determinati obiettivi regolatori e commerciali. Un incentivo che lega direttamente la valorizzazione del deal alle prestazioni del pipeline terapeutico. La fusione è già stata approvata dal consiglio di amministrazione di Telix e, al momento della firma, dai detentori di oltre il 90% delle azioni ITM. L’assemblea straordinaria degli azionisti di Telix è attesa per novembre 2026, con chiusura dell’operazione prevista entro fine anno.

ITM è oggi l’unico produttore al mondo di lutezio-177 (177Lu) a scala commerciale globale, ed è attivo anche nella produzione di attinio-225 (225Ac) e terbio-161 (161Tb). Tre radioisotopi che costituiscono la spina dorsale delle terapie radiofarmaceutiche oncologiche di nuova generazione. Questi farmaci agiscono consegnando isotopi radioattivi direttamente alle cellule tumorali, con una precisione che i trattamenti convenzionali non riescono a eguagliare. ITM dispone inoltre, tramite un accordo con Isogen, di accesso esclusivo per 15 anni ai reattori nucleari di Bruce Power in Canada, utilizzati per i servizi di irradiazione necessari alla produzione del 177Lu.

La società combinata si presenta con un profilo industriale difficile da replicare: una rete di distribuzione globale già validata, un business di produzione isotopica redditizio e generatore di cassa, e la pipeline terapeutica più ampia del settore. I ricavi pro forma 2026 del gruppo unificato sono stimati in oltre 1,3 miliardi di dollari, con un contributo positivo all’EBITDA atteso dal 2027. Per Telix si tratta del passo più ambizioso di una strategia di integrazione verticale avviata da anni: ad aprile 2026 la società aveva già stretto una collaborazione con Regeneron Pharmaceuticals per sviluppare terapie radiofarmaceutiche di nuova generazione, con Regeneron che aveva versato 40 milioni di dollari all’ingresso.

Il settore dei radiofarmaci oncologici è oggi dominato da Novartis, che ha lanciato i suoi due principali trattamenti nel 2018 e nel 2022, aprendo di fatto il mercato. La fusione tra Telix e ITM costruisce il primo concorrente davvero strutturato per competere a quella scala. Christian Behrenbruch, Managing Director di Telix, ha descritto l’operazione come una risposta alla fase di consolidamento che il settore sta attraversando man mano che matura. Con ITM dentro, Telix controlla l’intera filiera: dalla produzione dell’isotopo al trattamento del paziente. È una posizione che pochi attori al mondo possono rivendicare, e che diventa ancora più rilevante se ITM-11 otterrà l’approvazione regolatoria nei prossimi mesi.

Tag: Radioattività

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