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Blue Laser Fusion chiude un round da 34 milioni e va in borsa con Unite Acquisition 2

Blue Laser Fusion, la startup californiana cofondata dal Nobel Shuji Nakamura, chiude un collocamento privato da 34 milioni di dollari con fusione inversa in Unite Acquisition 2 Corp. I fondi finanziano laser ad alta potenza per difesa e fusione a confinamento inerziale.

Blue Laser Fusion chiude un round da 34 milioni e va in borsa con Unite Acquisition 2

Blue Laser Fusion ha chiuso un collocamento privato da 34 milioni di dollari, completato in parallelo a una fusione inversa con Unite Acquisition 2 Corp. L’operazione, annunciata il 29 ottobre 2026, porta la società di Goleta, in California, sul mercato dei capitali con la formula dell’alternative public offering.

Il round comprende una prima chiusura da 25 milioni di dollari in unità di collocamento privato. Dai documenti depositati alla SEC risulta che la fusione si è perfezionata il 4 settembre: in quella fase sono state vendute 910.265 unità a 27,50 dollari ciascuna, per circa 25 milioni lordi. Il resto dei fondi è arrivato con le chiusure successive. Laidlaw & Company (UK) è stata l’unico agente di collocamento. La società ha mantenuto il nome Blue Laser Fusion, Inc. ed è soggetta agli obblighi di informativa della SEC, ma le sue azioni non sono quotate su una borsa.

L’azienda è stata fondata nel 2022 da Shuji Nakamura, premio Nobel per la fisica, insieme a Hiroaki Ohta e Richard Ogawa. Il progetto punta su un laser pulsato ad alta potenza e ad alta frequenza di ripetizione, che innesca una reazione di fusione con combustibile idrogeno-boro (HB11). Questa reazione è aneutronica, cioè produce pochissimi neutroni, e per questo viene considerata più semplice da gestire dal punto di vista della sicurezza. Tra i primi finanziatori figurano JAFCO, SPARX con il Mirai Creation Fund, SoftBank Corp. e Itochu. Prima di questo round, la società aveva raccolto circa 37,5 milioni di dollari in finanziamenti privati.

La struttura scelta spiega i tempi. Un’alternative public offering unisce una fusione inversa con una società già registrata e un investimento privato in capitale quotato. Richiede in genere 30-45 giorni di lavoro, contro i mesi di una quotazione tradizionale con roadshow. Per una startup che deve finanziare hardware costoso, è un modo rapido di avere capitale fresco e una piattaforma societaria pubblica. I vecchi soci di Blue Laser Fusion hanno ottenuto tra il 59,78% e il 65,74% della società combinata, a seconda dell’importo raccolto.

I proventi andranno a tappe ingegneristiche, espansione operativa e sviluppo della tecnologia. Il doppio mercato è dichiarato: sistemi laser a energia diretta per la difesa, che possono generare ricavi prima della centrale, e fusione a confinamento inerziale su scala gigawatt. Il riferimento tecnico è l’ignizione con guadagno netto di energia dimostrata dal National Ignition Facility negli Stati Uniti.

Il banco di prova sarà la dimostrazione di laser a ripetizione elevata capaci di sostenere la reazione: se i traguardi ingegneristici arriveranno, la società potrà tornare sul mercato per un secondo round e, più avanti, per una quotazione in borsa.

Tag: Energie rinnovabili Transizione energetica

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