Cameco ha chiuso il terzo trimestre 2026 con un utile netto di 43 milioni di dollari canadesi, contro il sostanziale pareggio dello stesso periodo del 2025. Il prezzo medio realizzato dell’uranio è salito a 91,76 dollari alla libbra, l’8% in più rispetto agli 85,22 di un anno fa. La società ha anche dichiarato il dividendo annuale.
Il segmento uranio, il cuore dell’azienda canadese, ha consegnato 5,6 milioni di libbre nel trimestre. L’utile prima delle imposte del comparto è stato di 175 milioni di dollari. Nei nove mesi l’utile netto raggiunge 199 milioni.
Buoni i numeri di Westinghouse, di cui Cameco detiene il 49%. La quota di Cameco dell’EBITDA rettificato è passata da 124 a 143 milioni di dollari. A pesare è soprattutto un maggiore volume di combustibile nell’attività principale. La perdita netta attribuita a Cameco è scesa a 24 milioni, dai 32 del terzo trimestre 2025. Westinghouse resta una partecipazione strategica per il gruppo, ha ricordato l’amministratore delegato Tim Gitzel, e l’attenzione è sul suo successo di lungo periodo.
Il confronto con il 2025 risente di un fattore una tantum. Nel secondo trimestre dell’anno scorso Westinghouse aveva incassato circa 170 milioni di dollari legati al progetto dei due reattori di Dukovany, in Repubblica Ceca. Senza quel pagamento il quadro è più lineare. Il risultato rettificato del trimestre è una perdita di 2 milioni, per effetto di minori utili da Westinghouse e costi unitari più alti.
Sul fronte produttivo la società ha affinato le previsioni. La produzione 2026 di uranio è attesa tra 19,5 e 20,5 milioni di libbre, in un intervallo più stretto rispetto al precedente. Nel trimestre sono state prodotte 3,5 milioni di libbre. Il calo rispetto al 2025 deriva dalla fermata annuale di manutenzione programmata al mulino di Key Lake, iniziata in estate invece che in primavera e con nuove infrastrutture installate. Cameco non prevede effetti rilevanti sui conti dell’anno. Quella di Cigar Lake si è invece svolta nel secondo trimestre.
Gitzel ha dichiarato che, a suo giudizio, i fondamentali a sostegno dell’energia nucleare restano più solidi che mai. Ha aggiunto che intelligenza artificiale e data center offrono una prospettiva di crescita ulteriore per il nucleare, ma non sono il presupposto su cui si regge la strategia del gruppo. Per il mercato italiano, che guarda al ritorno dell’atomo, il dato conta: l’uranio canadese alimenta una filiera in cui il prezzo in rialzo sostiene nuovi investimenti nelle miniere.
Con volumi di vendita già impegnati per il 2026 tra 29 e 32 milioni di libbre e un prezzo realizzato in crescita, Cameco entra nell’ultimo trimestre con visibilità sui ricavi. Il contributo di Westinghouse dipenderà dai tempi di consegna dei clienti e dall’avanzamento dei progetti AP1000.




