L’Unità 1 della centrale nucleare di Rooppur, in Bangladesh, ha avviato le operazioni di start-up di potenza. L’avvio è scattato venerdì mattina e l’elettricità generata è usata per le attività interne dell’impianto. Il via libera dell’autorità di regolazione era arrivato il giorno prima.
Il presidente dell’autorità di regolazione BAERA, Mahmudul Hasan, ha spiegato che i test legati alla produzione di energia sono cominciati subito dopo il permesso. Si tratta della cosiddetta fase C. In questa fase la potenza del reattore viene aumentata gradualmente per verificare il funzionamento integrato dei sistemi dell’impianto. Sotto esame ci sono reattore, circuiti primario e secondario, turbina-generatore, sistemi elettrici, controllo e protezione.
La centrale è composta da due reattori russi di terza generazione avanzata. Sono due VVER-1200 per una capacità complessiva di 2.400 MW. Il progetto è di Rosatom. La società russa ha anche iniziato a consegnare il combustibile per il primo caricamento del reattore dell’Unità 2.
Il percorso è scandito da tappe regolatorie. Il 17 ottobre scorso, ricordano i media locali, era arrivata la prima reazione a catena controllata, l’11 ottobre per la precisione, con il raggiungimento della criticità iniziale. Poi i test fisici della fase B-2, poi la fase C. Quando la produzione raggiungerà i 300 MW sarà svolta un’altra ispezione. La fornitura di prova alla rete può partire quando il reattore arriva al 30-35 per cento della capacità termica.
Manca ancora un passaggio. L’Unità 1 deve ottenere la certificazione D prima di immettere la prima energia nucleare nella rete nazionale. L’autorizzazione allo start-up non equivale all’avvio della produzione commerciale e i test proseguiranno anche dopo l’allacciamento di prova.
Per il Bangladesh il traguardo è politico ed energetico. Con la prima immissione in rete diventerà il 33° Paese al mondo a produrre energia nucleare. Se anche l’Unità 2 seguirà lo stesso calendario di test, i 2.400 MW potrebbero offrire al sistema elettrico del Paese una base di produzione stabile e a basse emissioni.




