Il primo ministro canadese Mark Carney e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan hanno lanciato ad Ankara la Canada-Türkiye Strategic Partnership, sostenuta da un piano d’azione triennale. Tra i capitoli principali c’è il nucleare civile, accanto a gas naturale liquefatto, rinnovabili e tecnologie pulite.
Il piano poggia su quattro pilastri: commercio e investimenti, difesa e sicurezza, energia, rapporti tra i due Paesi. Sul fronte energetico i leader hanno concordato di far avanzare la collaborazione in modo significativo. Si impegnano a favorire gli investimenti e a sostenere il dialogo tra gli operatori del settore nucleare. Previste anche intese sulle catene di approvvigionamento dei minerali critici. I due governi hanno inoltre accolto con favore una dichiarazione congiunta sulla cooperazione energetica, concordata dai rispettivi ministri dell’Energia.
Carney era accompagnato dal ministro dell’Energia e delle Risorse naturali Tim Hodgson. Il premier ha dichiarato di voler vendere alla Turchia reattori CANDU, minerali critici e GNL. Secondo Carney l’economia turca cresce rapidamente e ha bisogno di forniture energetiche sicure e affidabili. Ha aggiunto che il Canada ha molto da offrire, dal nucleare civile all’energia pulita.
Il contesto spiega l’interesse. La Turchia vuole costruire una seconda centrale nucleare sulla costa del Mar Nero, oltre a quella in costruzione da parte della russa Rosatom sul Mediterraneo. Secondo quanto riportato da Reuters alla vigilia della visita, Ankara ha già avuto contatti con AtkinsRéalis, che controlla la tecnologia CANDU, con la sudcoreana Korea Electric Power Corporation e con la cinese State Power Investment Corporation. Il ministro turco dell’Energia Alparslan Bayraktar aveva indicato il nucleare tra i temi principali dell’agenda. Era atteso anche un gruppo di lavoro per valutare la fattibilità di un’offerta canadese.
Per Ottawa la visita è la prima visita bilaterale dedicata di un premier canadese in Turchia. Rientra nella strategia di diversificare i mercati e ridurre la dipendenza economica dagli Stati Uniti. Gli scambi commerciali tra i due Paesi sono cresciuti del 50% negli ultimi cinque anni. Le parti lavorano anche a un accordo di libero scambio.
Resta da capire se il gruppo di lavoro sul Mar Nero porterà a un’offerta formale. Se il Canada entrasse nella gara con CANDU, la Turchia si troverebbe a confrontare tre tecnologie e tre filiere industriali per i suoi prossimi impianti. La scelta spetterà ad Ankara, ma il quadro politico ora c’è.




