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Il Dipartimento dell’Energia Usa presta 4,4 miliardi per riaprire tre centrali nucleari

Gli Stati Uniti riattivano Palisades, Crane (Three Mile Island) e Duane Arnold con prestiti federali fino a 4,4 miliardi di dollari. Insieme riportano in rete 2,25 GW, con Microsoft e Google come acquirenti dell’elettricità.

Il Dipartimento dell’Energia Usa presta 4,4 miliardi per riaprire tre centrali nucleari

Il Dipartimento dell’Energia americano presta fino a 4,4 miliardi di dollari per riavviare tre centrali nucleari chiuse: Palisades in Michigan, Crane Clean Energy Center a Three Mile Island in Pennsylvania e Duane Arnold in Iowa. Insieme restituiscono alla rete 2,25 gigawatt, abbastanza per circa due milioni di case e imprese.

Nessun reattore commerciale risulta tornato a produrre elettricità dopo l’avvio dello smantellamento. Palisades sarebbe il primo caso. L’impianto ha funzionato dal 1971 al 2022, quando il proprietario Entergy ha lasciato il mercato elettrico all’ingrosso. La licenza di esercizio scadeva nel 2031. Ora è il progetto più avanzato: a agosto 2026 ha caricato il combustibile e punta a generare circa 800 MW intorno a marzo 2027. Il prestito, gestito da Holtec Palisades, arriva dal programma varato nel 2024 sotto l’amministrazione Biden, mentre gli altri due sono figli della spinta del 2025 voluta da Trump.

Crane, già Three Mile Island Unità 1, ha un contratto ventennale con Microsoft e guarda al 2027. Duane Arnold, 615 MW, nasce dall’accordo tra NextEra Energy e Google e dovrebbe ripartire entro l’inizio del 2029. Il suo amministratore delegato, John Ketchum, ha spiegato che il contratto di lungo periodo con un grande operatore dei data center evita di scaricare costi sui clienti residenziali dell’Iowa. L’impianto aveva chiuso nel 2020 dopo che una tempesta aveva danneggiato parte del contenimento secondario.

Le tre centrali si erano fermate prima della scadenza delle licenze perché l’elettricità prodotta costava troppo. Costi di personale e manutenzione pesavano più di quelli delle altre fonti. Oggi i conti sono cambiati. La domanda di energia cresce e gli allacci alla rete frenano la costruzione dei data center, così gli operatori accettano di pagare un prezzo più alto per potenza disponibile subito. Le stime per il 2030 indicano un fabbisogno dei data center tra 1,2 e 2,3 GW in Michigan, tra 0,8 e 3,4 GW in Pennsylvania e tra 1,55 e 2,8 GW in Iowa.

L’esperto di ingegneria nucleare Todd Allen osserva che un riavvio dà molta elettricità in tempi relativamente brevi e costa meno di un nuovo reattore di grande taglia. Occorre richiamare il personale, aggiornarne la formazione, verificare impianti e manutenzioni, garantire il combustibile e chiedere all’autorità di controllo di ripristinare la licenza. Il Dipartimento dell’Energia finanzia anche gli adeguamenti per ottenere più potenza dai reattori già in esercizio.

La World Nuclear Association vede con favore i riavvii, ma ricorda che il risultato migliore resta evitare le chiusure anticipate. Anche altri Paesi, tra cui Canada, Armenia, Belgio, Giappone, India e Corea del Sud, hanno già riavviato reattori o stanno valutando di farlo. Se Palisades rispetta la scadenza di marzo 2027, il modello avrà un caso concreto da mostrare a chi possiede impianti fermi.

Tag: Decarbonizzazione Sicurezza energetica Uranio

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