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CGN porta Hualong One e CAP1400 all’Expo Cina-ASEAN 2026

Al China-ASEAN Expo 2026, China General Nuclear Power Corporation ha esposto fianco a fianco i reattori di terza generazione Hualong One e CAP1400, confermando la volontà cinese di esportare tecnologia nucleare nell’area del Sud-Est asiatico. L’evento ha messo in vetrina anche un progetto fotovoltaico da 1.000 MW in Laos, in un contesto di crescente cooperazione energetica tra Pechino e i Paesi ASEAN.

CGN porta Hualong One e CAP1400 all’Expo Cina-ASEAN 2026

Al China-ASEAN Expo 2026, China General Nuclear Power Corporation (CGN) ha esposto fianco a fianco i due reattori di terza generazione sviluppati autonomamente dalla Cina: l’Hualong One (HPR1000) e il Guohe One (CAP1400). Una presenza doppia e deliberata, pensata per mostrare ai Paesi del Sud-Est asiatico la maturità tecnologica del nucleare cinese e la sua disponibilità all’export.

CGN non si è presentata solo con il nucleare. L’azienda ha illustrato anche un progetto fotovoltaico da 1.000 MW in Laos, sottolineando un approccio integrato all’energia pulita. Accanto a CGN, altre grandi aziende energetiche statali cinesi hanno occupato lo spazio espositivo: China Southern Power Grid e Guangxi Power Grid hanno mostrato soluzioni per reti di nuova generazione e zone a emissioni quasi zero, mentre CHN Energy ha presentato basi di energia rinnovabile su larga scala e tecnologie di cattura della CO₂. Un settore intero in movimento, con il nucleare come punta di diamante.

L’Hualong One è il prodotto di riferimento dell’export nucleare cinese dal 2015, sviluppato congiuntamente da CNNC e CGN a partire dal design francese M310. Il CAP1400 — noto anche come Guohe One — è invece la risposta di SPIC e SNPTC, con una potenza superiore e una architettura passiva di sicurezza derivata dall’AP1000 americano ma con contenuto tecnologico autonomo. Presentarli insieme all’Expo non è un dettaglio: significa che la Cina offre ai partner ASEAN un portafoglio, non un singolo prodotto.

Il contesto industriale interno rafforza questa strategia. Nel 2026, il Consiglio di Stato cinese ha approvato la costruzione di otto nuovi grandi reattori, tra cui quattro unità Hualong One 2.0 e due nuovi CAP1400. Con oltre 36 reattori in costruzione simultanea sul territorio nazionale, la Cina ha la catena produttiva e l’esperienza operativa per sostenere accordi internazionali in modo credibile. Il primo CAP1400 ha iniziato a fornire energia alla rete già nel novembre 2024; il primo Taipingling Hualong One è entrato in esercizio commerciale nell’aprile 2026.

Il Sud-Est asiatico è un mercato con una domanda energetica in forte crescita e una dipendenza ancora elevata da carbone e gas. Paesi come Vietnam, Indonesia, Filippine e Thailandia stanno valutando o riaprendo dossier nucleari. La presenza coordinata di CGN all’Expo, con due tecnologie Gen III pronte e una filiera industriale operativa, trasforma l’appuntamento commerciale in un segnale politico: Pechino è pronta a costruire centrali nella regione, non solo a parlarne. Il prossimo banco di prova sarà la firma di accordi concreti, e i prossimi mesi potrebbero rivelarsi decisivi.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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