Copenhagen Atomics e Urenco hanno firmato un memorandum d’intesa per progettare a Copenaghen un impianto di deconversione da esafluoruro (UF6) a tetrafluoruro di uranio (UF4). La struttura sorgerà all’interno del sito dove l’azienda danese produrrà il combustibile per i suoi reattori a sali fusi.
L’accordo ha un secondo tassello. Copenhagen Atomics ha già acquistato da Urenco l’uranio a basso arricchimento (LEU) destinato ai suoi primi reattori. Fornitura del combustibile e capacità di deconversione in Europa arrivano così insieme, e secondo le due società segnano un passo avanti nella tempistica di sviluppo del reattore.
La linea di deconversione fa parte dell’impianto di produzione di sali combustibili su scala di tonnellate, che Copenhagen Atomics descrive come il primo al mondo. Urenco mette a disposizione la sua esperienza sull’UF6. L’azienda danese porta le competenze ingegneristiche per costruire e gestire il sito. Il direttore tecnico, Aslak Stubsgaard, ha detto che la società è molto orgogliosa della scelta di Urenco.
Il motivo sta nella chimica del combustibile. I reattori a sali fusi alimentati a torio, come il Copenhagen Atomics Waste Burner, hanno bisogno di UF4 per preparare il sale combustibile. L’uranio arricchito esce però dagli impianti di Urenco sotto forma di UF6, il composto gassoso usato per l’arricchimento. Serve quindi un passaggio intermedio che lo converta. Finora in Europa non esisteva una linea dedicata a questo scopo per reattori di questo tipo.
Il Waste Burner è un progetto da 50 MW termici, con una produzione elettrica prevista di 20 MWe. Usa acqua pesante come moderatore e sali fluoruri come combustibile. L’azienda segue un percorso per componenti, testati uno alla volta, e ha già costruito prototipi a grandezza naturale che funzionano con sali non radioattivi. Disporre di una filiera del combustibile in Danimarca permette di collegare quei test alla fase con materiale nucleare.
Urenco, da parte sua, lavora da anni sui combustibili per i reattori di quarta generazione. Il gruppo ha in programma a Capenhurst, nel Regno Unito, uno stabilimento per l’uranio arricchito fino al 20%, il primo del suo genere in Europa. L’intesa con Copenhagen Atomics estende la sua presenza a un cliente che ha bisogno di forniture più piccole e personalizzate.
Se il progetto andrà in porto, la Danimarca avrà un anello della catena del combustibile che oggi manca al continente. Per i costruttori di reattori a sali fusi significherebbe poter comprare uranio, trasformarlo e caricarlo nel sale senza uscire dall’Europa.




