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Flamanville 3 allacciato alla rete: il primo reattore EPR francese in 25 anni

Il 21 dicembre 2024 EDF ha collegato alla rete elettrica nazionale il reattore Flamanville 3, il primo nuovo impianto nucleare francese in un quarto di secolo. Con una capacità di 1,65 GW, è oggi il più potente della flotta nucleare francese.

Flamanville 3 allacciato alla rete: il primo reattore EPR francese in 25 anni

Alle 11:48 del 21 dicembre 2024, Flamanville 3 si è sincronizzato alla rete elettrica nazionale francese. È il primo reattore nucleare collegato alla rete in Francia dal 1999, quando entrò in servizio Civaux 2. Un’attesa di venticinque anni, chiusa con un dato tecnico preciso: 1,65 gigawatt di capacità installata, che fanno di questo impianto il più potente dell’intera flotta nucleare del Paese.

Il reattore è un EPR, European Pressurized Reactor, di terza generazione avanzata. Si trova in Normandia, sulla costa della Manica, nella centrale di Flamanville che ospita già due unità da 1.300 MWe in esercizio dal 1986 e 1987. Con l’aggiunta della terza unità, la potenza complessiva del sito supera i 4.200 MW. A regime, Flamanville 3 è atteso produrre circa 13-14 TWh all’anno, sufficienti ad alimentare circa 2 milioni di abitazioni. La prima criticità del reattore — cioè la prima reazione nucleare sostenuta — era avvenuta il 3 settembre 2024, seguita da mesi di test e verifiche progressive da parte dell’Autorità per la sicurezza nucleare francese, l’ASN. La connessione alla rete è arrivata con il reattore al 25% della potenza, producendo inizialmente 100 MW. Da lì, la salita è stata graduale: l’ASN ha autorizzato il superamento della soglia dell’80% solo il 12 dicembre 2025, e la piena potenza è stata raggiunta nello stesso mese.

Flamanville 3 è il quarto EPR operativo al mondo. Gli altri tre sono Taishan 1 e Taishan 2 in Cina e Olkiluoto 3 in Finlandia, tutti basati sullo stesso progetto sviluppato principalmente da Framatome ed EDF. Due ulteriori unità EPR sono in costruzione nel Regno Unito, a Hinkley Point C. Tecnicamente, il design EPR incorpora ridondanza quadrupla dei sistemi di sicurezza e un bacino di recupero del nocciolo fuso, caratteristiche che lo distinguono dalle generazioni precedenti. La costruzione a Flamanville era partita nel dicembre 2007 con un orizzonte di completamento fissato al 2012. I lavori hanno incontrato difficoltà significative, tra cui la necessità di demolire e ricostruire alcune sezioni perché i lavori erano iniziati prima che il progetto fosse completamente definito. Il risultato è stato un percorso molto più lungo del previsto, concluso con la connessione alla rete a diciassette anni dall’avvio del cantiere.

La Normandia, regione in cui sorge l’impianto, nel 2024 ha prodotto circa due volte e mezza l’elettricità che ha consumato, quasi tutta a basse emissioni. Flamanville 3 rafforza ulteriormente questo profilo energetico. La Francia già dipende dal nucleare per circa il 62% della sua produzione elettrica, la quota più alta al mondo. Il presidente Emmanuel Macron ha accolto la connessione come “un grande momento per il Paese”, inserendola nella strategia di reindustrializzazione a basse emissioni. EDF ha in programma la costruzione di sei nuovi reattori, impegno annunciato da Macron nel 2022 come parte di un rilancio strutturale del settore. Le prime istanze per i due EPR2 del sito di Penly, in Normandia, sono state depositate nel luglio 2023.

Il completamento di Flamanville 3 chiude un capitolo lungo e complesso, ma apre una fase di espansione concreta. La Francia torna a costruire reattori in serie dopo decenni di stasi, con un progetto EPR2 più standardizzato rispetto all’EPR. Se EDF riuscirà a trasferire le lezioni apprese a Flamanville nella catena industriale dei nuovi cantieri, il programma nucleare francese potrebbe diventare un riferimento per gli altri Paesi europei che stanno valutando o avviando propri piani di costruzione.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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