GE Vernova Hitachi investirà fino a 40 miliardi di dollari per costruire reattori modulari compatti in Tennessee e Alabama. L’annuncio è arrivato direttamente dalla Casa Bianca il 19 marzo 2026, a margine dell’incontro tra il presidente Donald Trump e la premier giapponese Sanae Takaichi. La capacità totale prevista è di 3 GW elettrici, da generare con il modello BWRX-300.
Il progetto è il terzo pilastro di un pacchetto energetico da 73 miliardi annunciato nel corso dello stesso vertice. Gli altri due interventi riguardano centrali a gas in Pennsylvania e Texas, con un investimento giapponese di 33 miliardi di dollari. Tutti e tre rientrano nella seconda tranche del più ampio accordo commerciale e strategico USA-Giappone da 550 miliardi, siglato a fine 2025 e che ha ridotto i dazi sulle importazioni giapponesi al 15% in cambio di investimenti massicci nell’industria americana.
Per il Tennessee, il sito in prima linea è quello di Clinch River, a Oak Ridge, dove la Tennessee Valley Authority ha già presentato alla Nuclear Regulatory Commission una domanda di permesso di costruzione. In Alabama, l’accordo identifica un’area di circa 650 ettari nei pressi di Hollywood, a 45 miglia a est di Huntsville, da tempo considerata dalla TVA per lo sviluppo nucleare. L’obiettivo dichiarato è fornire energia senza emissioni di carbonio all’industria manifatturiera automobilistica e aerospaziale dello Stato, compensando il ritiro di vecchie centrali a carbone.
Il reattore scelto, il BWRX-300, è un bollitore ad acqua da 300 MWe a circolazione naturale, derivato dal progetto ESBWR sviluppato da GE-Hitachi nei primi anni 2000. La joint venture GE Vernova Hitachi è attiva dal 2007 ed è oggi impegnata sul primo cantiere commerciale del BWRX-300: il progetto Darlington di Ontario Power Generation in Canada, dove i lavori sono iniziati a maggio 2025 con l’obiettivo di avviare l’esercizio commerciale entro il 2030. Il nuovo accordo USA-Giappone amplia ulteriormente il portafoglio ordini del modello, rafforzando le prospettive di standardizzazione industriale in Nord America.
La domanda di energia è il motore che spinge l’iniziativa. I data center per l’intelligenza artificiale e l’industria pesante richiedono una fonte di carico di base stabile e programmabile, che il gas non può garantire da solo a lungo termine. Il Dipartimento del Commercio americano ha descritto il progetto come uno strumento per “stabilizzare i prezzi dell’energia per i cittadini americani” e consolidare la leadership tecnologica congiunta USA-Giappone a livello globale. Se il cantiere di Darlington rispetterà i tempi, i siti americani avranno un riferimento operativo da cui partire con un progetto già collaudato, riducendo i margini di incertezza tipici delle prime realizzazioni.




