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Germania nella deterrenza nucleare francese: l’asse Merz-Macron cambia l’Europa

Per la prima volta nella storia, soldati tedeschi parteciperanno a un’esercitazione nucleare francese entro la fine del 2026. L’accordo siglato a Bensberg tra Merz e Macron segna una svolta nella difesa europea e nel rapporto della Germania con il nucleare.

Germania nella deterrenza nucleare francese: l’asse Merz-Macron cambia l’Europa

Friedrich Merz lo ha detto senza giri di parole davanti alle telecamere: le forze convenzionali tedesche parteciperanno a un’esercitazione nucleare delle forze armate francesi entro la fine del 2026. L’annuncio è arrivato venerdì 17 luglio a Nörvenich, nella base aerea nei pressi di Colonia, al termine del Consiglio franco-tedesco di Difesa e Sicurezza. Accanto a lui, Emmanuel Macron. Dietro di loro, decenni di riluttanza tedesca verso qualsiasi forma di cooperazione nucleare con Parigi.

La settimana era cominciata giovedì sera a Schloss Bensberg, il castello di Bergisch Gladbach dove de Gaulle e Adenauer avevano gettato le basi del Trattato dell’Eliseo nel 1962. Un luogo scelto con cura. I due leader hanno cenato e preparato il Consiglio intergovernativo del giorno successivo, il secondo e ultimo congiunto prima della fine del mandato di Macron nel 2027. Il giorno stesso, per anticipare simbolicamente i contenuti dell’accordo, caccia Rafale francesi — progettati per il trasporto di armi nucleari — e Eurofighter della Bundeswehr hanno completato un esercizio congiunto di rifornimento in volo, il primo del suo genere. La dichiarazione comune firmata prevede la partecipazione convenzionale tedesca alle esercitazioni nucleari francesi, visite congiunte a siti strategici, e consultazioni sul mix appropriato tra capacità convenzionali, difesa missilistica e arsenale nucleare francese.

Il contesto è quello della cosiddetta “deterrenza avanzata” proposta da Macron a marzo, quando aveva annunciato anche un incremento dell’arsenale nucleare francese e invitato i partner europei a partecipare al progetto. La Germania è l’aderente più pesante: sta attuando il più ambizioso piano di riarmo convenzionale del continente, con l’obiettivo di avere l’esercito più forte d’Europa entro il 2039. Il programma coinvolge già altri sette paesi — tra cui Regno Unito, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca — ma l’ingresso di Berlino cambia il profilo politico dell’iniziativa. La Francia resta l’unica potenza nucleare dell’Unione Europea da quando la Brexit ha portato Londra fuori dai Ventisette.

Merz è stato esplicito sul salto storico compiuto: i cancellieri precedenti avevano sistematicamente rifiutato proposte simili da parte di Parigi. Lui ha scelto diversamente. La cooperazione, ha precisato, è per ora con mezzi convenzionali e si affianca — non sostituisce — il quadro NATO, nel quale le bombe americane sono già stazionate in Germania e i caccia tedeschi sono certificati per trasportarle in caso di emergenza. Macron ha tenuto a ribadire che il controllo finale sull’arma nucleare resta esclusivamente nelle mani del presidente francese: nessuna condivisione del bottone, nessun finanziamento richiesto a Berlino. Quello che cambia è la geometria della deterrenza europea: più coordinata, più visibile, più capace di generare — parole di Macron — “dubbio strategico negli avversari.”

L’accordo è arrivato settimane dopo il naufragio del programma congiunto di caccia di nuova generazione FCAS, un progetto da 100 miliardi di dollari abbandonato a giugno a causa di rivalità industriali. Merz e Macron si sono trovati quindi a dover dimostrare che la cooperazione franco-tedesca in materia di difesa esiste ancora, e che esiste con contenuti concreti. Sul nucleare ci sono riusciti. Sul fronte aeronautico, la strada è più lunga: i due paesi hanno concordato di proseguire su alcuni elementi parziali del FCAS, in particolare i sistemi di collegamento dati tra aerei da combattimento. L’autunno sarà il banco di prova reale: se l’esercitazione nucleare si terrà nei tempi annunciati, e se i soldati tedeschi si troveranno per la prima volta fisicamente integrati in un drill della force de frappe francese, l’asse bilaterale avrà dimostrato di reggere anche sotto pressione.

Tag: Sicurezza energetica

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