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Ghana punta al nucleare per diventare hub energetico dell’Africa occidentale

Il Ghana vuole esportare elettricità alla Nigeria e a tutta l’Africa occidentale, puntando su un mix che include gas, rinnovabili e nucleare. Il ministro dell’Energia John Jinapor ha confermato l’ambizione di trasformare il paese nel polo energetico della regione.

Ghana punta al nucleare per diventare hub energetico dell’Africa occidentale

Il Ghana vuole diventare il principale fornitore di elettricità dell’Africa occidentale, e il nucleare è parte centrale del piano. Il ministro dell’Energia e della Transizione Verde, John Abdulai Jinapor, ha dichiarato che Accra è pronta ad avviare l’export di elettricità verso la Nigeria, il paese più popoloso del continente e uno dei mercati energetici più grandi della regione.

Il Ghana già esporta energia elettrica verso Burkina Faso, Benin, Togo e Costa d’Avorio. Aggiungere la Nigeria alla lista non è un passo banale: significa fare un salto di scala, servire un mercato con oltre 200 milioni di abitanti e una domanda interna cronica e insoddisfatta. Jinapor ha inquadrato questa mossa nell’ambito di una strategia più ampia, quella che il presidente John Mahama ha chiamato “24-Hour Economy”, un’iniziativa che presuppone una fornitura elettrica stabile e continua, giorno e notte.

Per sostenere questa ambizione, il governo ghanese ha messo a punto un mix energetico che combina gas naturale, energie rinnovabili e energia nucleare. Quest’ultima è vista come la componente che garantirà la generazione di base, la capacità costante che le fonti variabili non possono assicurare da sole. Il paese ha formulato il Ghana Nuclear Power Agenda, un piano che punta alla costruzione della prima centrale nucleare nazionale. La data di entrata in esercizio, originariamente fissata al 2030, è slittata: secondo il direttore esecutivo della Nuclear Power Ghana, Stephen Yamoah, quell’obiettivo non è tecnicamente raggiungibile, ma i lavori di costruzione potrebbero iniziare entro il 2028. Un avvio operativo intorno alla metà degli anni Trenta resta lo scenario più probabile.

Il quadro regionale rafforza la logica dell’iniziativa ghanese. Il West African Power Pool (WAPP), la coalizione di 14 nazioni dell’Africa occidentale, ha come obiettivo la creazione di un mercato elettrico unificato transfrontaliero. In questo contesto, una fonte nucleare stabile e a basse emissioni nel portafoglio del Ghana avrebbe un valore che va oltre i confini nazionali. Secondo le proiezioni, Ghana, Sudafrica, Egitto, Nigeria e Kenya sono destinati a rappresentare la quota principale della generazione nucleare africana entro il 2040. Il Ghana, insieme al Sudafrica, è già oggi il paese con il cammino più avanzato in Africa subsahariana verso questa tecnologia.

A luglio 2024, gli Stati Uniti e il Ghana hanno inaugurato il primo centro regionale di formazione sull’energia nucleare in Africa, gestito dalla Ghana Atomic Energy Commission con il supporto del Dipartimento dell’Energia americano. La struttura è pensata per formare personale tecnico e regolatorio, non solo ghanese ma di tutta la regione. È il segnale che la cooperazione internazionale sul nucleare africano è già operativa, non solo sulla carta.

La Nigeria, dal canto suo, non è passiva. Il direttore dell’Agenzia per l’Energia Rurale ha recentemente indicato che il deficit elettrico del paese può diventare un’opportunità di investimento, citando come riferimento gli accordi di grandi aziende tecnologiche per l’approvvigionamento da fonti nucleari. Il contesto è quello di una domanda di energia affidabile che cresce più velocemente dell’offerta. Se il Ghana riesce a costruire la capacità di generazione che ha in mente, l’export verso Abuja non sarà solo un accordo bilaterale: sarà la dimostrazione che un paese dell’Africa occidentale può fare da ancora energetica per l’intera subregione, con il nucleare come pilastro silenzioso di tutto il sistema.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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