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Greenland Mines raccoglie oltre 59 milioni di dollari in una settimana

Greenland Mines ha chiuso in sette giorni round di finanziamento per oltre 59 milioni di dollari, con l’ultima tranche da 17 milioni collocata sopra i prezzi di mercato. I capitali finanzieranno l’esplorazione in Groenlandia e il raggiungimento dei traguardi previsti per il 2027.

Greenland Mines raccoglie oltre 59 milioni di dollari in una settimana

Greenland Mines Ltd (Nasdaq: GRML; FSE: HK6) ha completato in sette giorni raccolta di capitali per oltre 59 milioni di dollari, con l’ultima tranche da più di 17 milioni ottenuta tramite un’offerta diretta registrata di azioni ordinarie a 13 dollari per azione. Il prezzo è superiore alle quotazioni di mercato correnti, segnale che gli azionisti esistenti hanno scelto di aumentare la propria esposizione con una valutazione premiante.

Il finanziamento rafforza in modo sostanziale il bilancio della società e mette a disposizione il capitale necessario per eseguire i programmi di esplorazione e sviluppo pianificati, con l’obiettivo di raggiungere i traguardi fissati per il 2027 sull’intero portafoglio in Groenlandia. L’operazione ha esaurito la capacità residua del prospetto di emissione attivo della società, chiudendo di fatto questa fase del ciclo di raccolta fondi.

Sul fronte della governance, Greenland Mines ha annunciato l’ingresso nel consiglio di amministrazione di due nuovi director: Blair Jordan e Peter Love. Jordan è un avvocato e banchiere d’investimento con esperienza da CEO e consigliere in società quotate, attualmente alla guida di Tungsten Reserve Corp. Love ha alle spalle oltre 18 anni nel settore dell’esplorazione mineraria e della finanza per le risorse naturali ed è presidente esecutivo e co-fondatore di Torino Metals. I due profili completano una struttura di governance orientata alla fase operativa, quella più esigente per qualsiasi progetto estrattivo.

La strategia della società punta a costruire una piattaforma multi-asset con esposizione a terre rare per magneti, metalli preziosi e alcune opportunità di lavorazione intermedia. Al centro c’è la visione del cosiddetto North Atlantic Critical Metals Corridor: un corridoio che collega le risorse della Groenlandia con giurisdizioni alleate a valle e con le relative infrastrutture industriali. Un disegno che si inserisce nella corsa globale ai minerali critici, accelerata dalla domanda di componenti per la transizione energetica e dalla necessità di ridurre la dipendenza dalle catene di fornitura cinesi.

La Groenlandia è uno dei territori geologicamente più promettenti al mondo per terre rare, palladio, oro e platino. Il portafoglio di Greenland Mines include il progetto Skaergaard, con risorse indicate e inferred stimate in decine di milioni di once equivalenti in oro, palladio e platino. Un nuovo programma di perforazione e sviluppo punta a raddoppiare la base di risorse verso i 50 milioni di once contenute di Au, Pd e Pt. Con 59 milioni freschi in cassa e un consiglio rafforzato, la società ha ora la struttura finanziaria per affrontare la stagione operativa più intensa della sua storia.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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