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Il nucleare marino entra nel dibattito al 31° Captains’ Forum di Monaco

Al 31° Captains’ Forum dello Yacht Club de Monaco, il nucleare è entrato ufficialmente nel dibattito sulla propulsione marittima del futuro. Lloyd’s Register lavora già su progetti di imbarcazioni tra 65 e 120 metri, con una prima dimostrazione di micro-reattore prevista negli Stati Uniti nel 2028.

Il nucleare marino entra nel dibattito al 31° Captains’ Forum di Monaco

Il nucleare entra nel dibattito marittimo con più concretezza di quanto ci si aspettasse. Al 31° Captains’ Forum dello Yacht Club de Monaco, svoltosi il 25 settembre 2026 in occasione della Giornata Mondiale del Mare, 128 capitani di superyacht e decine di esperti internazionali si sono confrontati sul futuro energetico delle navi. Tra i temi affrontati — HVO, ammoniaca, metanolo, idrogeno — è stata la propulsione nucleare a catalizzare le discussioni più sostanziali.

La tecnologia nucleare in ambito navale non è una novità assoluta. Ma i reattori attualmente in sviluppo sono profondamente diversi da quelli per cui esistono le norme vigenti. Engel-Jan de Boer di Lloyd’s Register lo ha detto senza giri di parole: il codice nucleare IMO esiste, ma è stato costruito su tecnologie vecchie e deve evolversi per accogliere le nuove tipologie di reattori. La sfida, ha precisato, non è più tecnica. È regolatoria. “La tecnologia c’è”, ha affermato de Boer, aggiungendo che il vero ostacolo resta la disponibilità delle autorità ad accettarla.

Lloyd’s Register non si è fermata alle dichiarazioni: sta lavorando su diversi progetti di imbarcazioni tra i 65 e i 120 metri. Derek Munro di NOxFree Ltd ha presentato al Forum un micro-reattore da 1 MW sviluppato con uranio a basso arricchimento. La prima dimostrazione è prevista negli Stati Uniti nel 2028. Sul versante cantieristico, Giovanni Brescia di Fincantieri ha invitato alla cautela nel trasferire direttamente le esperienze del cargo commerciale all’industria dello yachting, dove i vincoli operativi e le aspettative dei committenti sono radicalmente diversi.

Il Forum — organizzato in partnership con Oceanco, MB92 Group, ICON Yachts e Jutheau Husson — ha messo in chiaro che la transizione energetica marittima non si giocherà su una tecnologia sola. La discussione ha confermato che nessuna soluzione unica può rispondere all’intera gamma di esigenze operative. Ogni tipo di imbarcazione, ogni rotta, ogni profilo d’uso ha la propria combinazione ottimale. E in questo quadro il nucleare occupa uno spazio preciso: quello delle traversate lunghe, delle navi di grande stazza, dei contesti in cui l’autonomia energetica vale più di qualsiasi altra considerazione. Non è un’ipotesi vaga. È già oggetto di progettazione attiva.

Il nodo principale rimane la coordinazione tra IMO, autorità nucleari nazionali, stati di bandiera, porti e assicuratori. Un ecosistema regolatorio frammentato che, per il nucleare marittimo, non è ancora pronto ad accogliere le nuove generazioni di reattori compatti. Ma il punto di svolta sembra avvicinarsi. Monaco ha ospitato negli ultimi mesi più eventi dedicati a questo tema — dal Monaco Energy Boat Challenge di luglio al Captains’ Forum di settembre — e ogni edizione sposta il confine tra ipotesi e progetto. Se la dimostrazione del micro-reattore NOxFree andrà in porto nel 2028, il settore avrà un riferimento concreto su cui costruire le prime certificazioni operative. Da lì, il passo verso le prime imbarcazioni nucleari commerciali potrebbe essere più breve di quanto il quadro normativo attuale lasci immaginare.

Tag: Decarbonizzazione SMR (Small Modular Reactors)

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