Helical Fusion e Hazama Ando Corporation hanno annunciato il 6 luglio 2026, in una conferenza stampa a Tokyo, una partnership ufficiale nell’ambito dell’Helix Program e la firma di un memorandum d’intesa (MoU) per collaborare alla costruzione di Helix KANATA, l’impianto pilota a fusione della startup giapponese. L’obiettivo è avere la centrale operativa entro gli anni 2030.
Hazama Ando entra così nel novero degli Official Partner del programma, un framework lanciato da Helical Fusion nell’aprile 2026 per costruire la base industriale necessaria alla commercializzazione della fusione. Il primo gruppo di partner aveva già aderito al lancio: NICHIAS Corporation, Hasetora Spinning e Seno Kisen. Con Hazama Ando, azienda con decenni di esperienza in grandi infrastrutture per il settore energetico, la rete si allarga sul versante dell’ingegneria civile e della gestione dei cantieri. L’MoU prevede che le due aziende esaminino insieme i requisiti costruttivi e le modalità di esecuzione per le future strutture a fusione, con Helix KANATA come riferimento principale. Parallelamente, la collaborazione riguarderà anche Helix HARUKA, il dispositivo di dimostrazione integrata che precede il pilota.
Helical Fusion è nata nel 2021 come spin-off del National Institute for Fusion Science (NIFS) giapponese, l’istituto che gestisce il Large Helical Device, uno dei più grandi stellaratori sperimentali al mondo. La tecnologia che la startup sta sviluppando si basa sullo stellaratore elicoidale, un approccio al confinamento magnetico del plasma inventato in Giappone negli anni Cinquanta. Rispetto ai tokamak, questo tipo di reattore non richiede corrente di plasma, il che lo rende strutturalmente adatto a operare in continuo, senza interruzioni. Helix KANATA punta a una capacità generativa nell’ordine dei 100 megawatt elettrici. Il costo di costruzione del primo impianto di questo tipo è stimato attorno ai cinque miliardi di dollari.
Il percorso prevede due fasi distinte prima di arrivare al pilota. Nella prima, Helical Fusion sta completando le dimostrazioni separate delle due tecnologie chiave: i magneti superconduttori ad alta temperatura (HTS) e il sistema blanket-divertore a metallo liquido. Nell’ottobre 2025, la società ha annunciato la prima dimostrazione mondiale di una bobina HTS in condizioni magnetiche rilevanti per la fusione. Nella seconda fase, le due tecnologie confluiranno in Helix HARUKA per la dimostrazione integrata. I lavori di costruzione del dispositivo sono già avviati presso il campus del NIFS a Toki, nella prefettura di Gifu. Helical Fusion ha raccolto finora circa 5,2 miliardi di yen, inclusi finanziamenti privati, prestiti e il contributo del programma SBIR Phase 3 del governo giapponese, che ha assegnato alla società il suo importo più elevato: 2 miliardi di yen.
L’ingresso di Hazama Ando segna un passaggio preciso: dalla fase di ricerca e sviluppo a quella in cui l’ingegneria industriale entra concretamente nel processo. Costruire una centrale a fusione richiede competenze che vanno ben oltre la fisica del plasma. Richiede la capacità di gestire cantieri complessi, materiali speciali, sistemi criogenici su scala industriale. Il fatto che un costruttore di grandi opere infrastrutturali firmi un accordo formale con una startup di fusione è, in questo contesto, un segnale del grado di maturità che il settore sta raggiungendo in Giappone. Se il Paese riuscirà a mantenere le scadenze previste, Helix KANATA potrebbe produrre i primi kilowattora da fusione commerciale prima del 2040, proiettando lo stellaratore elicoidale al centro della nuova industria energetica globale.




