Laramide Resources ha depositato il rapporto tecnico NI 43-101 a supporto della nuova valutazione economica preliminare (PEA) per il progetto uranio Westmoreland, situato nel Queensland, in Australia. Il documento aggiorna uno studio che risaliva al 2016, incorporando un decennio di avanzamenti tecnici. La società è quotata su TSX, ASX e OTCQX.
Il nuovo studio copre quattro giacimenti: Redtree, Huarabagoo, Junnagunna e Long Pocket. L’obiettivo produttivo si basa per circa il 79% su risorse minerarie indicate e per il restante 21% su risorse inferite. La PEA aggiorna ingegneria, pianificazione mineraria, progettazione dei processi metallurgici, pianificazione ambientale, stime dei costi in conto capitale e operativi, e le assunzioni di mercato — tutto allineato agli standard attuali. Il precedente studio del 2016 era ormai superato, sia per i parametri tecnici che per le condizioni di mercato dell’uranio, profondamente cambiate negli ultimi anni.
Marc Henderson, presidente e CEO di Laramide Resources, ha dichiarato che la politica attuale del Queensland vieta ancora lo sviluppo dell’uranio, ma ha sottolineato come “la conversazione sull’uranio in Australia stia chiaramente evolvendo.” L’obiettivo dichiarato dell’azienda è mantenere Westmoreland tecnicamente avanzato, pronto per muoversi nel momento in cui il quadro normativo dovesse cambiare. La società si dice anche in grado di depositare una domanda di concessione mineraria non appena il governo del Queensland lo permetterà.
Sul fronte esplorativo, Laramide prevede di condurre attività di ricerca a Westmoreland nel corso del 2026 e del 2027, con l’obiettivo di espandere la base di risorse esistente. Le aree prioritarie includono possibili estensioni del giacimento e target satellitari come la Link Zone tra Huarabagoo e Junnagunna, oltre alle zone Amphitheatre, Moogooma e U-Valley. Si tratta di aree che non rientrano nella valutazione economica attuale ma che potrebbero ampliare significativamente il potenziale complessivo del distretto.
Il contesto australiano è in movimento. Il dibattito sull’uranio ha ripreso forza a livello federale e statale, spinto dall’aumento della domanda globale di combustibile nucleare e dalla necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento per i paesi che stanno espandendo le loro flotte di reattori. L’Australia detiene alcune delle riserve di uranio più grandi al mondo, ma il Queensland resta uno degli stati che ancora non ne consente l’estrazione. Laramide scommette che questa posizione non sia destinata a durare. Con un rapporto tecnico depositato, risorse certificate e un piano esplorativo attivo, Westmoreland è oggi il progetto più avanzato nello stato e il più pronto a partire se la politica dovesse aprire.




