Il governo canadese ha depositato il Bill C-39, noto come Building Canada Strong Act, che ridisegna le procedure federali di autorizzazione per i grandi progetti energetici. Al centro della riforma c’è una novità di peso per il settore nucleare: la Canadian Nuclear Safety Commission (CNSC) diventa l’autorità responsabile della valutazione d’impatto ambientale per tutti i progetti che includono attività regolate dalla legge sulla sicurezza nucleare, compresi quelli legati all’uranio.
Fino ad ora queste valutazioni erano condotte dall’Impact Assessment Agency of Canada, un organismo generalista. Con il Bill C-39, la CNSC assume il ruolo di guida per l’intero processo: coordina le valutazioni, gestisce le autorizzazioni federali e garantisce il rispetto delle scadenze. La logica è quella della specializzazione. Durante le consultazioni sul testo, l’industria aveva segnalato al governo che il livello di competenza tecnica sui progetti energetici disponibile presso il Canada Energy Regulator non era replicabile presso l’Agenzia di valutazione dell’impatto ambientale. Lo stesso principio si applica ora al nucleare: chi conosce il settore valuta il settore.
Il cambiamento non riguarda solo chi firma le autorizzazioni, ma quanto tempo ci vuole per ottenerle. Il disegno di legge modifica l’Impact Assessment Act per introdurre un termine federale di revisione di dodici mesi. L’orologio parte dal momento in cui il proponente ha depositato la domanda completa, con tutti gli studi e le informazioni necessarie. Entro quell’anno, il governo federale deve completare la valutazione, condurre le consultazioni con i popoli indigeni, verificare gli impatti e le misure di mitigazione, e rilasciare la decisione finale. Una scadenza ferma, non indicativa.
Il provvedimento va oltre il nucleare. Il Canada Energy Regulator assume la responsabilità delle revisioni per i gasdotti internazionali e interprovinciali, le linee di trasmissione e i progetti di energia rinnovabile offshore. Si delinea così un sistema in cui ogni regolatore settoriale gestisce i progetti di sua competenza, sgravando l’Agenzia centrale da ruoli per i quali non dispone della stessa expertise tecnica. Il governo può anche raggruppare più autorizzazioni federali — ambientali, ittiche, di navigazione — e rilasciarle contestualmente, riducendo i passaggi burocratici. Il cabinet potrà inoltre impartire direttive di politica generale alla CNSC.
Il ministro Dominic LeBlanc ha difeso la riforma sottolineando che le valutazioni ambientali e gli obblighi verso i titolari di diritti indigeni restano intatti. L’obiettivo dichiarato è fare lo stesso lavoro con maggiore efficienza. Per il settore nucleare canadese, che guarda con interesse crescente allo sviluppo di piccoli reattori modulari e alla costruzione di nuova capacità, avere un interlocutore regolatorio unico e specializzato è un cambiamento atteso da tempo. Meno frammentazione procedurale significa percorsi di sviluppo più leggibili per gli investitori e per le imprese che progettano nuovi impianti. Se il Bill C-39 diventerà legge, il Canada si doterà di uno degli iter di approvazione nucleare più snelli del mondo occidentale.




