India e Uzbekistan hanno formalizzato un accordo per la fornitura di uranio a lungo termine, annunciato il 30 agosto a Tashkent dal premier Narendra Modi durante i colloqui bilaterali con il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev. L’intesa arriva nel contesto di una visita di due giorni che ha prodotto un salto qualitativo nei rapporti tra i due paesi: la relazione è stata elevata a Partenariato Strategico Globale, con nuovi meccanismi di coordinamento a livello ministeriale.
I due leader hanno concordato di stabilire un quadro strutturato per la fornitura di uranio dall’Uzbekistan all’India, nell’ambito della cooperazione nel settore del nucleare civile. Sul tavolo anche la discussione sui siti di estrazione di minerali delle terre rare. Modi ha dichiarato ai delegati: “Stabiliremo un accordo di lungo termine per la fornitura di uranio”. Una frase breve, ma che dice molto sulla direzione strategica di Nuova Delhi. Oltre all’energia, i colloqui hanno affrontato commercio, investimenti, connettività digitale e difesa, con l’obiettivo dichiarato di portare il volume di scambi bilaterali a cinque miliardi di dollari.
L’Uzbekistan è tra i dieci maggiori produttori mondiali di uranio, con riserve significative nella regione di Navoi. Per l’India, diversificare le fonti di approvvigionamento del combustibile nucleare è una priorità concreta: il paese punta ad espandere significativamente la propria capacità installata nel nucleare per rispondere alla crescente domanda energetica interna. L’accordo con Tashkent si aggiunge a quello già siglato con il Canada — dove Cameco fornirà circa 22 milioni di libbre di uranio tra il 2027 e il 2035 per un valore di circa 1,9 miliardi di dollari — e consolida una strategia di approvvigionamento che punta deliberatamente sulla pluralità di fornitori.
La scelta dell’Uzbekistan non è casuale. La regione centroasiatica sta diventando un corridoio energetico e commerciale di crescente interesse per Nuova Delhi, anche in chiave geopolitica. Avere accesso diretto all’uranio uzbeko significa ridurre la dipendenza da singoli fornitori e rafforzare la posizione dell’India nei negoziati internazionali sul nucleare civile. Modi ha ricevuto anche la massima onorificenza uzbeka, l’Oliy Darajali Do’stlik, che ha dedicato al legame “duraturo” tra i due popoli — un gesto che riflette quanto questo partenariato vada oltre la dimensione puramente energetica.
Sul piano istituzionale, i due paesi istituiranno un Consiglio di Coordinamento a livello di ministri degli Esteri e eleveranno la Commissione Mista dal livello tecnico a quello ministeriale. Strumenti pensati per dare continuità agli accordi e tradurli in cooperazione operativa nel tempo. Se l’India riuscirà a mantenere questo ritmo di accordi bilaterali — Canada, Uzbekistan, e probabilmente altri seguiranno — il suo programma nucleare civile potrebbe disporre nei prossimi anni di una base di approvvigionamento tra le più diversificate al mondo, riducendo i rischi legati alla volatilità dei mercati e alle pressioni geopolitiche sui singoli fornitori.




