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India-Uzbekistan: accordo sull’uranio e nuova partnership strategica

Il premier indiano Narendra Modi ha annunciato a Tashkent un accordo di fornitura a lungo termine di uranio con l’Uzbekistan, nell’ambito di una nuova Partnership Strategica Globale tra i due paesi. L’intesa rafforza la diversificazione delle forniture nucleari dell’India, che punta a 100 GW di capacità elettronucleare entro il 2047.

India-Uzbekistan: accordo sull’uranio e nuova partnership strategica

India e Uzbekistan hanno siglato un accordo di fornitura a lungo termine di uranio, annunciato dal premier Narendra Modi al termine dei colloqui con il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev a Tashkent. Le due nazioni hanno elevato le loro relazioni al rango di Partnership Strategica Globale, fissando al tempo stesso un obiettivo commerciale bilaterale di cinque miliardi di dollari.

Modi ha dichiarato apertamente: “Stabiliremo anche un accordo a lungo termine per la fornitura di uranio.” L’annuncio è arrivato al termine di colloqui al livello della delegazione che hanno toccato commercio, investimenti, connettività digitale, difesa ed energia. I dettagli operativi — volumi di fornitura e scadenze — non sono stati resi pubblici nel comunicato congiunto. Il commercio bilaterale tra i due paesi supera già il miliardo di dollari, e la nuova intesa sull’uranio aggiunge una dimensione energetica concreta a un rapporto finora concentrato su altri settori.

La mossa ha una logica precisa. L’India possiede riserve interne di uranio di qualità bassa, insufficienti a sostenere l’espansione del programma nucleare civile. Il paese utilizza principalmente uranio naturale nei suoi reattori ad acqua pesante pressurizzata, che non richiedono arricchimento del combustibile. Questo rende le forniture estere indispensabili. L’Uzbekistan è tra i cinque maggiori produttori mondiali di uranio naturale, e fino a oggi era rimasto fuori dalla rete di approvvigionamento indiana.

New Delhi ha moltiplicato le intese sul combustibile nucleare negli ultimi mesi. Cameco, il principale produttore canadese, ha firmato un contratto da circa 2,6 miliardi di dollari canadesi per consegnare quasi 22 milioni di libbre di concentrato di uranio al Dipartimento dell’Energia Atomica indiano tra il 2027 e il 2035. A questo si aggiungono forniture attive da Russia, Kazakhstan e Francia. L’accordo uzbeko serve a ridurre ulteriormente la dipendenza da un singolo fornitore, proteggendo la catena di approvvigionamento da potenziali scosse geopolitiche.

Oltre all’uranio, i colloqui di Tashkent hanno affrontato cooperazione in minerali critici, intelligenza artificiale, spazio ed energia pulita. Modi ha proposto un Consiglio di Coordinamento a livello di ministri degli Esteri per guidare la collaborazione bilaterale, e ha suggerito di elevare la commissione congiunta esistente dal livello di segretari a quello ministeriale. È stato concordato anche l’organizzazione di un summit imprenditoriale con aziende di entrambi i paesi.

Il quadro di lungo periodo è quello di un paese che costruisce con metodo la propria indipendenza energetica nucleare. L’India ha fissato l’obiettivo di raggiungere 100 GW di capacità nucleare installata entro il 2047, e per farlo ha bisogno di combustibile garantito su decenni, non di forniture spot. Ogni nuovo accordo come quello uzbeko aggiunge un tassello a una strategia di diversificazione che, accordo dopo accordo, sta prendendo una forma sempre più solida.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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