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Myanmar punta sul nucleare: SMR da 110 MW con Rosatom nel piano quinquennale

Il presidente del Myanmar Min Aung Hlaing ha confermato la costruzione di una centrale nucleare come pilastro del piano energetico quinquennale. Il progetto si basa sull’accordo con Rosatom per un reattore modulare da 110 MW, siglato a Mosca nel marzo 2025.

Myanmar punta sul nucleare: SMR da 110 MW con Rosatom nel piano quinquennale

Il Myanmar ha ufficialmente inserito la costruzione di una centrale nucleare tra le priorità del proprio piano energetico quinquennale. Lo ha dichiarato il presidente Min Aung Hlaing nel discorso di rendiconto dei primi cento giorni di governo, presentato al Pyidaungsu Hluttaw. Il progetto è già coperto da un accordo intergovernativo firmato con la Russia: una mossa concreta, non una dichiarazione d’intenti.

Il contratto era stato siglato il 4 marzo 2025 a Mosca, durante la visita di Stato di Min Aung Hlaing in Russia. A firmare, il direttore generale di Rosatom Alexei Likhachev e il ministro della Scienza e Tecnologia del Myanmar Myo Thein Kyaw, alla presenza di Vladimir Putin. L’accordo copre la cooperazione per la realizzazione di un SMR da 110 MW, composto da due reattori da 55 MW ciascuno, con opzione di espansione fino a 330 MW. La tecnologia di riferimento è quella dei reattori RITM-200N, gli stessi adattati per il progetto uzbeko. Non è il primo passo: già nel febbraio 2023 i due paesi avevano firmato un accordo quadro sugli usi pacifici dell’energia nucleare.

Il Myanmar si troverebbe così a diventare il secondo paese al mondo a ospitare un SMR Rosatom da esportazione. Il primo è l’Uzbekistan, che ha già firmato un contratto per un impianto da sei unità nella regione di Jizzakh. In Jakutia, nel frattempo, Rosatom si prepara a gettare il primo cemento per un SMR terrestre. La rete di esportazione dell’azienda russa si sta espandendo: accordi analoghi sono in discussione con oltre venti paesi africani. Nel Sud-Est asiatico, la domanda di elettricità è attesa in forte crescita, con proiezioni che indicano un quasi triplicamento dei consumi ASEAN entro il 2050, da 1.200 TWh a circa 4.300 TWh.

Il governo di Naypyidaw ha dichiarato di avere attualmente in corso dieci progetti di generazione elettrica, tra cui il contestato progetto idroelettrico di Myitsone, sospeso per oltre un decennio dopo le proteste ambientali. Il nucleare si affianca al carbone come opzione considerata necessaria per rispondere al fabbisogno energetico del paese. Un mix che riflette la difficoltà strutturale di un sistema elettrico fragile, con ampie zone ancora sottoservite. Il piano quinquennale punta a diversificare le fonti, riducendo la dipendenza da una singola tecnologia.

Il progetto SMR con Rosatom è anche un segnale geopolitico. Il Myanmar consolida una partnership strategica con Mosca in un momento in cui il paese è largamente isolato dall’Occidente. Per Rosatom, ogni nuovo accordo rafforza il posizionamento internazionale in un mercato che vede crescere la domanda di reattori compatti. Se i tempi di realizzazione saranno rispettati, il Myanmar potrebbe disporre della sua prima fonte di generazione nucleare entro la fine del decennio: un traguardo che cambierebbe la mappa energetica del Sud-Est asiatico.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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