Il Nebraska Public Power District ha selezionato quattro comunità come candidate finali per ospitare un nuovo impianto nucleare a reattore modulare di piccola taglia: Beatrice, Brownville, Norfolk e Sutherland. La scelta arriva al termine della Fase 2 di uno studio di fattibilità pluriennale e segna il passaggio da una valutazione tecnica su larga scala a una negoziazione concreta con i territori. A Norfolk, la più recente delle quattro città coinvolte attivamente nel processo, NPPD ha presentato i dettagli del percorso davanti al consiglio comunale, illustrando i criteri che hanno guidato la selezione.
Il percorso parte da lontano. Nel 2022 il legislatore del Nebraska stanziò un milione di dollari di fondi federali del programma American Rescue Plan Act per avviare uno studio sulle possibili location per reattori di nuova generazione. Dalla valutazione iniziale su scala statale emersero 16 siti candidati. La Fase 2 ha poi applicato criteri tecnici mutuati direttamente dalla Nuclear Regulatory Commission statunitense — sicurezza, impatto ambientale, ingegneria, disponibilità idrica, fattori socioeconomici — riducendo il campo ai quattro finalisti attuali. Lo studio è stato condotto dalla società di consulenza 1898 & Co., incaricata da NPPD. Sutherland guida la classifica composita con 613 punti, seguita da Beatrice a 586, Brownville a 582 e Norfolk a 578. Il margine tra il quarto e il quinto posto — Valentine, a 575 — è di soli tre punti: la competizione è stata serrata fino all’ultimo.
La scelta definitiva non dipenderà solo dai punteggi tecnici. NPPD ha dichiarato esplicitamente che il supporto delle comunità locali è un fattore determinante. Dan Buman, direttore della supervisione nucleare di NPPD, ha sottolineato che l’azienda non intende installare un impianto dove non sia voluto. I leader locali di tutte e quattro le città si sono detti aperti al progetto. Il CEO Tom Kent ha confermato che la selezione attuale non costituisce un via libera alla costruzione, ma identifica le comunità con la compatibilità tecnica più solida rispetto ai criteri federali. La fase successiva prevede la richiesta di un Early Site Permit alla Nuclear Regulatory Commission, un processo che richiederà probabilmente un paio d’anni. Nel frattempo, NPPD ha ottenuto oltre 27 milioni di dollari dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti come co-finanziamento per la procedura di autorizzazione.
Il progetto si inserisce in un contesto più ampio. NPPD, insieme a Omaha Public Power District, Lincoln Electric System e Grand River Dam Authority dell’Oklahoma, ha firmato un memorandum d’intesa per costituire il Great Plains New Nuclear Consortium. Il consorzio punta a sviluppare tra 1.000 e 2.000 megawatt di nuova capacità nucleare, SMR inclusi, all’interno del mercato elettrico Southwest Power Pool. L’obiettivo dichiarato è avere uno o più impianti attivi entro la metà degli anni 2030, con una capacità per sito compresa tra 300 e 2.000 MWe. Per dare un riferimento: la città di Lincoln, capitale dello stato, assorbe circa 819 MWe al picco estivo.
Se il percorso di autorizzazione procederà senza intoppi e NPPD riuscirà a identificare il modello tecnologico più adatto — la scelta tra diversi produttori di SMR è ancora aperta — il Nebraska potrebbe diventare uno degli stati guida nella nuova stagione del nucleare americano. L’unica centrale oggi attiva nello stato, la Cooper Nuclear Station di Brownville, opera da oltre cinquant’anni. Un secondo impianto, costruito con tecnologia di nuova generazione e con il pieno coinvolgimento delle comunità ospitanti, rappresenterebbe un salto generazionale per l’intero sistema energetico regionale.




