NTPC, il più grande produttore di energia statale dell’India, ha avviato una gara internazionale per individuare e acquisire miniere di uranio all’estero. L’obiettivo è garantirsi il combustibile necessario per alimentare i 30 GW di capacità nucleare che l’azienda intende costruire entro il 2047. Le offerte dei consulenti interessati scadono il 16 luglio.
Il bando prevede l’ingaggio di un consulente specializzato con il compito di mappare le opportunità globali di acquisizione in paesi chiave del settore minerario: Canada, Australia, Kazakhstan e Sudafrica figurano tra i mercati target esplicitamente indicati nei documenti di gara. Il consulente dovrà valutare l’intera catena del valore, dai progetti greenfield alle miniere già operative, per poi condurre una due diligence tecnico-commerciale sugli asset selezionati. NTPC definirà autonomamente il proprio fabbisogno annuo di uranio da estrarre e importare dalle future miniere acquisite.
La ragione di questa mossa è diretta: le riserve domestiche indiane di uranio sono limitate. Oggi l’India dipende quasi interamente dalla Uranium Corp of India, l’unico produttore nazionale, che estrae il minerale principalmente negli stati del Jharkhand e dell’Andhra Pradesh. Una capacità insufficiente per alimentare un programma nucleare dell’ampiezza che Nuova Delhi si è prefissata. New Delhi ha già avviato una diversificazione degli approvvigionamenti esteri — un accordo per importare uranio dall’Australia è stato siglato questa settimana durante la visita del premier Modi a Melbourne — e acquista il minerale anche da Uzbekistan e Russia. Le forniture del produttore canadese Cameco sono attese a partire dal 2027.
Per gestire i propri progetti nucleari in modo indipendente, NTPC ha costituito una controllata dedicata: NTPC Parmanu Urja Nigam Limited (NPUNL). Sarà questa entità a guidare gli investimenti nel settore, anche attraverso partnership internazionali. Tra i potenziali partner tecnologici figurano già EDF, Holtec International e General Electric, con cui sono in corso trattative per la realizzazione di piccoli reattori modulari. Il piano complessivo prevede un investimento di circa 62 miliardi di dollari fino al 2044. NTPC sta anche sviluppando impianti in joint venture con la Nuclear Power Corp of India in Madhya Pradesh e Rajasthan, e ha già presentato a maggio 2026 il primo studio di fattibilità autonomo al Dipartimento per l’Energia Atomica.
Il contesto regolatorio ha cambiato marcia. A dicembre 2025 il parlamento indiano ha approvato lo SHANTI Act, la legge che ha messo fine al monopolio statale nella generazione di energia atomica, aprendo il settore agli operatori privati e riformando le norme sulla responsabilità civile dei fornitori — un freno storico agli investimenti esteri. Il governo si è fissato l’obiettivo di 100 GW di nucleare entro il 2047, partendo dall’attuale capacità installata di circa 8,8 GW. NTPC punta a coprire da sola il 30% di quel traguardo.
Se NTPC riuscirà a chiudere le prime acquisizioni minerarie nei prossimi anni, l’India potrà presentarsi sul mercato globale dell’uranio non solo come acquirente, ma come operatore integrato lungo la filiera del combustibile nucleare. Un passaggio che consoliderebbe l’indipendenza energetica del paese e rafforzerebbe la credibilità dell’intero programma atomico nazionale agli occhi di potenziali partner tecnologici e finanziatori internazionali.




