Nuvora Energy ha completato lo studio di pre-fattibilità per un reattore nucleare prismatico ad alta temperatura da 300 MWth, integrato con un impianto di produzione di idrogeno basato su elettrolisi a ossido solido. La revisione indipendente affidata a DBD International ha esaminato il progetto su tre dimensioni — tecnologia, percorso autorizzativo e commerciabilità — ed è stata emessa il 20 maggio 2026.
Il cuore del sistema è un reattore HTGR prismatico (High Temperature Gas-Cooled Reactor) che opera a temperature sensibilmente più elevate rispetto ai reattori ad acqua tradizionali. Questo lo rende adatto non solo alla generazione di elettricità, ma anche alla fornitura di calore ad alto grado per processi industriali. L’accoppiamento con una cella SOEC — Solid Oxide Electrolysis Cell — sfrutta sia l’elettricità sia il vapore ad alta temperatura per produrre idrogeno con un’efficienza superiore alla normale elettrolisi. Il vapore caldo, in questo schema, non è uno scarto: è parte integrante del processo.
La piattaforma è progettata per mantenere flessibilità operativa. Può orientarsi verso la produzione di elettricità o verso quella di idrogeno, a seconda delle condizioni di mercato e delle esigenze dei clienti. Nuvora descrive questa caratteristica come un elemento centrale della propria strategia commerciale: preservare le opzioni aperte finché il mercato non indica la direzione più conveniente. Eventuali sottoprodotti come calore industriale e ossigeno restano oggetto di ulteriore ingegneria e selezione del sito.
Lo studio di pre-fattibilità, nella sua versione R01, era stato emesso nel maggio 2026 con il titolo 300 MWth High Temperature Gas Cooled Reactor for Integrated Power and Hydrogen Generation. La revisione di DBD International è arrivata in parallelo, su commissione esplicita di Nuvora, per fornire una valutazione esterna strutturata. Non è un via libera alla costruzione: è il passaggio che chiude la fase esplorativa e apre quella di fattibilità vera e propria, dove entrano selezione del sito, accordi di fornitura e requisiti regolatori specifici.
Il settore dell’idrogeno nucleare — spesso indicato come pink hydrogen — sta guadagnando attenzione crescente proprio perché i reattori ad alta temperatura offrono una via di produzione che non dipende dalle variabili delle rinnovabili. Un HTGR funziona in modo continuo, fornisce calore stabile e si presta all’integrazione con impianti chimici e industriali pesanti. La domanda di idrogeno pulito per la decarbonizzazione di acciaio, ammoniaca e raffinazione è reale e misurabile. Nuvora punta su questo mercato con un modello che tiene separata la generazione di energia dalla produzione di idrogeno, attivando la seconda solo quando economicamente conveniente.
Il prossimo passo è lo studio di fattibilità completo. Se i numeri reggeranno anche in quella fase, il progetto potrà passare alla selezione concreta del sito e all’avvio delle interlocuzioni regolatorie. Il segmento degli HTGR commerciali non ha ancora un impianto operativo su larga scala in Occidente, e chi arriva primo con una licenza in mano si troverà in una posizione difficile da inseguire.




