Il Dipartimento dell’Energia americano ha approvato il Nuclear Safety Design Agreement (NSDA) per il reattore Aurora di Oklo all’Idaho National Laboratory. È il primo passo nel percorso di autorizzazione del Reactor Pilot Program, il programma federale lanciato nel 2025 per accelerare lo sviluppo di reattori avanzati fuori dai laboratori nazionali. Il titolo in Borsa ha risposto con un rialzo superiore al 5%.
L’NSDA è il documento iniziale di una sequenza di tre approvazioni di sicurezza. Dopo l’accordo con il DOE tramite un Other Transaction Agreement, l’ufficio operativo del DOE Idaho ha approvato il design di sicurezza e Oklo ha immediatamente richiesto l’avvio della revisione della Preliminary Documented Safety Analysis. Il progetto avanza quindi per stadi, sotto supervisione federale diretta. Il CEO Jacob DeWitte ha descritto il risultato come “una base per i futuri dispiegamenti di Aurora”. Il cantiere del reattore è già attivo: i lavori sono iniziati a settembre 2025, e l’impianto sorge accanto all’Aurora Fuel Fabrication Facility, la struttura di fabbricazione del combustibile che a novembre e dicembre 2025 aveva già ottenuto le proprie approvazioni DOE nell’ambito del Fuel Line Pilot Program.
Il combustibile destinato ad Aurora proviene dal riciclo del materiale dell’Experimental Breeder Reactor II, il reattore sperimentale smantellato nel 1994 dopo tagli di bilancio congressuali. Oklo ha ottenuto l’accesso a questo inventario tramite un processo competitivo avviato dall’INL nel 2019. L’azienda sta anche valutando l’uso del plutonio come combustibile transitorio, in attesa che si consolidi la filiera domestica di uranio arricchito ad alto tenore (HALEU). Il Reactor Pilot Program punta ad avere almeno tre reattori sperimentali operativi prima dell’inizio di luglio: un target aggressivo che mette pressione su tutti i partecipanti. Tra questi, Antares Nuclear è stata indicata dal DOE come la prima a raggiungere la criticità prima della scadenza.
In parallelo all’iter regolatorio, il 4 giugno 2026 Oklo ha chiuso l’acquisizione di ARMEC, azienda manifatturiera con sede a Oak Ridge, Tennessee, attiva da oltre vent’anni nel settore nucleare. ARMEC porta in dote circa 40 tecnici tra ingegneri, macchinisti, saldatori e fabbricatori, oltre a competenze in lavorazione ad alta precisione, prototipazione, ispezione e ingegneria meccanica. Il team aveva già collaborato con Oklo nella maturazione dei processi produttivi per alcuni componenti del reattore, tra cui la produzione di ugelli. L’acquisizione punta a ridurre il gap tra progettazione e produzione, portando internamente capacità che prima erano esternalizzate.
La traiettoria di Oklo è quella di un’azienda che si prepara a passare dalla fase di sviluppo alla produzione commerciale su scala. L’accordo vincolante da 1,2 GWe siglato con Meta Platforms e oltre 14 GWe di lettere di intenti non vincolanti indicano una domanda già strutturata. Ma la società brucia ancora cassa: per il 2026 la guidance prevede tra 80 e 100 milioni di dollari di cash burn operativo e tra 350 e 450 milioni di capex. Se il Reactor Pilot Program manterrà i tempi, e se la NRC darà il via libera alla licenza combinata di costruzione e operazione, Aurora-INL potrebbe diventare il primo reattore avanzato privato operativo negli Stati Uniti. Un risultato che vale più di qualsiasi rialzo di Borsa.




