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PreussenElektra valuta con Nvidia data center AI sugli ex siti nucleari tedeschi

PreussenElektra, controllata di E.ON, collabora con Nvidia per verificare se le ex centrali nucleari tedesche possano ospitare data center per l’intelligenza artificiale. Nessun investimento è stato ancora deciso e non sono stati indicati siti o tempi.

PreussenElektra valuta con Nvidia data center AI sugli ex siti nucleari tedeschi

PreussenElektra, la società di E.ON che gestisce lo smantellamento delle centrali nucleari tedesche, collabora con Nvidia per verificare se i suoi ex siti atomici possano ospitare data center per l’intelligenza artificiale. L’annuncio è arrivato mercoledì, senza dettagli su siti, tempi o condizioni economiche.

La Germania ha spento gli ultimi reattori il 15 aprile 2023. PreussenElektra segue lo smantellamento di sette impianti, otto secondo alcune ricostruzioni, tra cui Grohnde e Brokdorf. Mentre le strutture vengono demolite, l’azienda cerca un uso a lungo termine per terreni e infrastrutture. La fase esplorativa valuterà aspetti tecnici, economici e normativi. Nessuna decisione di investimento è stata presa.

L’interesse nasce da ciò che questi siti hanno già. Sono collegati alla rete ad alta tensione e dispongono di gran parte delle infrastrutture che un data center richiede. Per chi costruisce capacità di calcolo, la connessione alla rete è oggi uno dei passaggi più lunghi. Un ex sito nucleare parte con un vantaggio che un terreno agricolo non ha.

La mossa segue uno schema già visto negli Stati Uniti. Google, Amazon e Microsoft hanno firmato accordi con produttori nucleari, tra cui il riavvio di un reattore. Google conta sulla ripartenza della centrale Duane Arnold in Iowa come fonte principale di energia per il suo progetto di Palo. In Finlandia ha siglato un contratto ventennale con Fortum legato alla centrale di Loviisa. L’elettricità nucleare, stabile e senza emissioni dirette, è la risposta che i grandi operatori del digitale cercano per alimentare i carichi dell’IA.

Nel caso tedesco il tema è il riuso dei siti, non la produzione di energia. Il Paese ha chiuso il nucleare per scelta politica, e la discussione sul suo ritorno resta aperta. Intanto le aree dismesse possono generare valore economico e mantenere competenze industriali locali. Anche altri gruppi energetici tedeschi, come RWE e Uniper, stanno valutando l’uso o la vendita di ex siti a carbone per lo stesso scopo.

Se lo studio darà esito positivo, i primi progetti potrebbero nascere vicino a nodi di rete già robusti, con l’energia pulita a pochi chilometri. Il passo successivo, per chi guarda al nucleare, sarebbe affiancare a questi campus nuova generazione elettrica atomica, come già avviene negli Stati Uniti.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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