Rolls-Royce, il UK National Nuclear Laboratory e la Japan Atomic Energy Agency hanno firmato due memorandum trilaterali di cooperazione per sviluppare reattori modulari avanzati ad alta temperatura e il combustibile a particelle rivestite che li alimenta. La cerimonia si è tenuta domenica 14 giugno a Downing Street, durante la visita della premier giapponese Sanae Takaichi, e rientra in un pacchetto di accordi commerciali e governativi del valore complessivo di oltre 18 miliardi di sterline.
Il cuore tecnico dell’intesa è lo sviluppo degli High-Temperature Gas-Cooled Advanced Modular Reactor, i cosiddetti HTGR-AMR. Il Giappone testa da decenni questa tecnologia di reattore raffreddata a gas, accumulando dati di sicurezza che ora condividerà con Rolls-Royce per costruire un dimostratore AMR nel Regno Unito entro la metà degli anni Trenta. Il combustibile associato, il Coated Particle Fuel, è parte integrante degli accordi: senza il carburante giusto, la tecnologia non si qualifica e non si produce. I tre partner lavoreranno in parallelo su entrambi i fronti.
Per Rolls-Royce l’accordo segna un ampliamento del portafoglio nucleare oltre gli SMR ad acqua leggera. Il suo reattore SMR è già stato selezionato nell’ambito del programma Great British Energy per il primo progetto governativo britannico nel settore dei piccoli modulari. Ora l’azienda entra nel mercato degli AMR, una categoria distinta pensata per applicazioni industriali, basi militari e clienti fuori rete che richiedono calore e potenza flessibili. A febbraio, Yokogawa Electric aveva già siglato un accordo per fornire i sistemi di controllo ai primi SMR Rolls-Royce, rafforzando ulteriormente la filiera industriale nippo-britannica nel nucleare.
L’accordo nucleare è solo una parte del quadro più ampio. I laboratori nazionali dei due Paesi, UKAEA e QST giapponese, approfondiscono la cooperazione sulla fusione nucleare. Furukawa Electric e Tokamak Energy hanno firmato un memorandum per esplorare la costruzione di un nuovo impianto di ricerca sulla fusione nel Regno Unito, che si innesta sui 2,5 miliardi di sterline già investiti dal governo britannico in questo settore. Sul piano politico, i premier Starmer e Takaichi hanno emesso una dichiarazione congiunta sulla cooperazione in materia di sicurezza economica e varato il Japan-UK Frontier Technology Partnership, che copre intelligenza artificiale, calcolo quantistico e tecnologie per la difesa.
Il rapporto economico tra Londra e Tokyo vale già 140 miliardi di sterline e il Giappone è il principale investitore estero nel Regno Unito al di fuori degli Stati Uniti e dell’Europa, con 150.000 posti di lavoro britannici sostenuti da aziende giapponesi. Il pacchetto da 18 miliardi include oltre 9 miliardi di investimenti giapponesi in infrastrutture e servizi finanziari e fino a 9 miliardi per l’eolico offshore. Il nucleare è la componente più densa di implicazioni tecnologiche a lungo termine. Se il dimostratore AMR verrà completato entro i tempi previsti, il Regno Unito avrà la base per esportare una tecnologia matura in mercati dove la domanda di energia sicura e decarbonizzata cresce più velocemente dell’offerta.




