La Russia amplia la propria rete di accordi nucleari in Asia con una velocità che nessun altro Paese al mondo può eguagliare in questo momento. Rosatom opera su tre fronti distinti e complementari: il completamento di unità in costruzione in Cina, il primo impianto concordato con il Vietnam e un dialogo strutturato con l’Indonesia sulla tecnologia dei reattori modulari.
In Cina, diversi blocchi nucleari di progettazione russa sono prossimi al completamento. Putin ha confermato che Mosca resta il partner privilegiato di Pechino nell’uso pacifico dell’energia nucleare. Il vice premier russo Alexander Novak ha dichiarato che la Russia è pronta a discutere nuovi progetti nucleari con la Cina, compresa la formazione di specialisti e la ricerca sulle tecnologie nucleari avanzate. Un asse energetico che include gas, carbone, elettricità e nucleare, e che entrambe le parti vogliono rafforzare ulteriormente.
Sul fronte vietnamita, il passo più concreto risale al 23 marzo 2026: Russia e Vietnam hanno firmato a Mosca un accordo intergovernativo per la costruzione della prima centrale nucleare del Paese, il progetto Ninh Thuan 1. Il reattore scelto è il VVER-1200, tecnologia di terza generazione avanzata già operativa in Russia, Bielorussia, Ungheria, Turchia, Egitto e Bangladesh. Rosatom prevede di installare nuovi reattori con una capacità combinata di 2,4 milioni di kilowatt. Il Vietnam punta ad avere la prima unità in funzione entro il 2031. I due Paesi stanno anche cooperando sulla costruzione di un centro scientifico e tecnologico nucleare, con un reattore di ricerca di progettazione russa.
Con l’Indonesia il percorso è diverso ma non meno significativo. Il presidente Prabowo Subianto ha incontrato Putin a Vladivostok a inizio settembre 2026, proponendo l’Indonesia come porta d’accesso della Russia verso il Sud-Est asiatico. L’energia nucleare, sia nei grandi impianti che nella versione modulare, è al centro della cooperazione bilaterale discussa. In maggio, il direttore generale di Rosatom Alexey Likhachev aveva già incontrato Prabowo a Giacarta, definendo i contorni di una partnership di lungo periodo che include la formazione del personale e le tecnologie SMR. L’Indonesia punta ad avere due centrali nucleari operative tra il 2032 e il 2033.
Il contesto regionale spiega la rapidità di questi movimenti. La domanda di elettricità nel Sud-Est asiatico crescerà in modo marcato nei prossimi decenni, trainata dall’espansione industriale e dalla proliferazione dei data center legati all’intelligenza artificiale. L’ASEAN stima che la domanda energetica regionale triplicherà entro il 2050. In questo scenario, anche Filippine, Malaysia, Thailandia e Singapore stanno valutando soluzioni nucleari, con un interesse crescente verso gli SMR. Rosatom ha già firmato accordi o memorandum con Myanmar e ha ricevuto riconoscimenti come miglior fornitore di tecnologia nucleare nelle principali fiere del settore nella regione.
La traiettoria è chiara. Rosatom non vende solo reattori: costruisce rapporti di dipendenza tecnologica di lungo periodo attraverso la fornitura di combustibile, la manutenzione e la formazione delle risorse umane locali. Ogni accordo firmato oggi apre un legame che dura decenni. Per il Sud-Est asiatico, che deve conciliare sicurezza energetica, decarbonizzazione e crescita economica, la tecnologia nucleare russa rappresenta una risposta immediata e finanziariamente accessibile. La partita per diventare il fornitore di riferimento della regione è già cominciata, e la Russia ha un vantaggio concreto sugli altri.




