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ROTH Capital Partners riunisce il nucleare a New York il 1° ottobre

ROTH Capital Partners ospita il 1° ottobre 2026 il primo Emerging Nuclear Technology Conference al 1 Hotel Central Park di New York: investitori istituzionali incontrano aziende dall’estrazione di uranio alla fusione. La conferenza, su invito, copre l’intera filiera nucleare con keynote, panel e incontri one-on-one.

ROTH Capital Partners riunisce il nucleare a New York il 1° ottobre

ROTH Capital Partners porta il settore nucleare a Wall Street. Il 1° ottobre 2026, la banca d’investimento americana ospita il primo Emerging Nuclear Technology Conference al 1 Hotel Central Park di New York, mettendo a sedere investitori istituzionali e aziende che coprono l’intera filiera: dall’estrazione di uranio ai reattori di nuova generazione, fino alla fusione.

La conferenza è su invito. Il programma parte alle 8:40 con un keynote di Jay Yu, fondatore e presidente esecutivo di NANO Nuclear Energy (Nasdaq: NNE), azienda specializzata in microreattori. Gli incontri one-on-one e in piccoli gruppi occupano la mattina e il pomeriggio, dalle 9:00 a mezzogiorno e poi dalle 13:30 alle 16:00. A pranzo, Craig Irwin, direttore generale e analista senior per la sostenibilità di ROTH, modera una tavola rotonda e una fireside chat. La giornata è densa e verticale: nessun argomento accessorio, solo nucleare.

Le categorie rappresentate raccontano la profondità del momento: mining dell’uranio, ciclo del combustibile, small modular reactor, microreattori, gestione del combustibile esausto e fusione. Tra i partecipanti confermati c’è Jaguar Uranium Corp. (NYSE American: JAGU), società quotata a febbraio 2026 dopo un’IPO da 25 milioni di dollari, che gestisce quattro asset di uranio, terre rare e rame in Argentina e Colombia. Il management presenterà i progressi esplorativi e i piani per il 2027. La presenza di Jaguar segnala che la conferenza non si limita alle grandi capitalizzazioni: c’è spazio anche per chi è ancora in fase di esplorazione.

Jesse Pichel, managing director e co-responsabile dell’investment banking sulla sostenibilità di ROTH, ha sintetizzato la tesi di fondo: i reattori modulari potrebbero trasformare impianti complessi in prodotti costruiti in fabbrica e replicabili su larga scala. È una visione industriale, non accademica. E il fatto che una banca d’investimento privata con sede a Newport Beach, California, organizzi un evento dedicato esclusivamente al nucleare dice qualcosa sulla direzione del capitale istituzionale.

Il contesto non è casuale. La domanda energetica legata all’intelligenza artificiale — data center, infrastrutture di calcolo, cloud — ha riportato il nucleare al centro del dibattito finanziario americano. David Shapiro, CEO di B2i Digital — partner marketing della conferenza, con una rete da 330 milioni di contatti mensili — ha messo in fila la questione: ogni discussione sull’AI porta con sé la domanda su come alimentarne la domanda energetica. Le aziende presenti il 1° ottobre sono quelle che lavorano a una risposta concreta.

ROTH è una struttura interamente privata e di proprietà dei dipendenti. Non è una delle grandi banche universali. Eppure è lei ad aprire questo spazio di dialogo tra capitale e atomo. Se la conferenza diventerà appuntamento fisso — come già accade per altri settori nel circuito ROTH — il nucleare avrà guadagnato un palco finanziario stabile a New York, con cadenza annuale e interlocutori istituzionali. Questo, più di qualsiasi annuncio tecnico, misura la maturità di un settore.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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