SGE, piattaforma europea per lo sviluppo di reattori modulari di piccola taglia fondata a Varsavia nel 2019 dal miliardario polacco Michał Sołowow, ha depositato il 2 luglio 2026 una candidatura formale nell’ambito dell’Advanced Nuclear Framework britannico per costruire 14 reattori BWRX-300 di GE Vernova Hitachi Nuclear Energy su tre siti nel Regno Unito. La capacità complessiva della flotta è 4,2 GW. L’investimento stimato supera le 35 miliardi di sterline, interamente a capitale privato.
Il piano prevede un’architettura a flotta: il primo sito ospiterà sei unità da 300 MW ciascuna, i due successivi quattro unità ognuno. Uno dei siti è già stato indicato come Oldbury-on-Severn, nel Gloucestershire, area con una lunga storia nucleare. Gli altri due restano riservati, in attesa della conclusione delle trattative. SGE ha costituito una società dedicata, SGE SMR UK Limited, come veicolo operativo nel Paese. Il consorzio di realizzazione include Samsung C&T, Laing O’Rourke, Aecon Group, Google Cloud, Fermi Development ed Etara. Quest’ultima ha già vagliato oltre 100 potenziali siti nel territorio britannico, identificandone circa 40 come sviluppabili.
Il BWRX-300 è un reattore ad acqua bollente a circolazione naturale di decima generazione, con una vita operativa progettata di 60 anni. La tecnologia non è solo su carta: la costruzione del primo esemplare commerciale è in corso al Darlington New Nuclear Project in Ontario, Canada, con l’entrata in esercizio prevista per il 2030. Nel dicembre 2025 il design ha superato il secondo step del Generic Design Assessment britannico, con i regolatori del Paese che non hanno rilevato criticità di sicurezza tali da impedirne il dispiegamento in Gran Bretagna. SGE detiene diritti di esclusiva sul BWRX-300 in nove Paesi dell’Europa centro-orientale, oltre a una posizione di esclusiva limitata in Germania e nel Regno Unito.
Il modello finanziario si basa su un Contract for Difference con il coinvolgimento del National Wealth Fund britannico, il che garantisce un prezzo fisso per l’elettricità prodotta e protegge gli investitori dalla volatilità di mercato. Nessun onere per i consumatori prima dell’entrata in esercizio degli impianti. GE Hitachi stima che le unità successive alla prima possano essere completate in 24-36 mesi dal primo getto di calcestruzzo nucleare. La logica della ripetizione è centrale nell’approccio di SGE: standardizzazione e modularizzazione sono i fattori su cui il CEO Rafał Kasprów punta per comprimere costi e rischi costruttivi. Il costo per unità, una volta raggiunta la produzione a regime, è stimato tra 2,2 e 2,5 miliardi di sterline. Google Cloud, al momento partner tecnologico, potrebbe evolvere in co-investitore per data center alimentati direttamente dai reattori, con un valore potenziale fino a 4,5 miliardi di sterline.
La tabella di marcia è definita con precisione. SGE prevede l’ingresso del progetto nell’Advanced Nuclear Pipeline a novembre 2026. La selezione definitiva dei siti e i negoziati sullo schema di supporto governativo sono attesi entro la prima metà del 2027. Il via ai lavori di preparazione e alla fase autorizzativa dovrebbe seguire entro un anno, con il primo reattore in esercizio commerciale nel 2034. Se i tempi reggono, il progetto britannico si affiancherà al programma polacco di SGE con ORLEN — dove il primo reattore è atteso per il 2032 — e alle iniziative già avviate in Bulgaria, Lituania e Ungheria. Il mercato SMR europeo sta prendendo forma concreta, e il Regno Unito si candida a diventarne uno dei nodi più attivi, con più programmi in parallelo: oltre a SGE, Rolls-Royce SMR conta sul supporto del National Wealth Fund, mentre Centrica punta sui reattori Xe-100 di X-Energy a Hartlepool.




