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SMR nel lascito di Starmer: il nucleare britannico cambia marcia

Gli SMR sono considerati uno dei contributi più duraturi del governo Starmer alla politica energetica britannica. Con 2,6 miliardi di sterline stanziati e il contratto firmato tra Great British Energy-Nuclear e Rolls-Royce SMR, il Regno Unito punta a costruire i suoi primi reattori modulari a Wylfa, in Galles del Nord.

SMR nel lascito di Starmer: il nucleare britannico cambia marcia

Il sito di Wylfa, sull’isola di Anglesey nel Galles del Nord, ospiterà i primi reattori modulari di piccola taglia mai costruiti nel Regno Unito. È questa la decisione che molti analisti considerano la scelta energetica più significativa del governo Starmer: una scommessa pubblica sul nucleare di nuova generazione, con 2,6 miliardi di sterline stanziati nel Spending Review 2025 e un contratto già firmato tra Great British Energy-Nuclear e Rolls-Royce SMR per avviare la progettazione dei primi tre reattori.

Il progetto iniziale prevede tre unità SMR in grado di produrre almeno 1,4 gigawatt elettrici — energia sufficiente per circa tre milioni di abitazioni per oltre sessant’anni. Parallelamente, il National Wealth Fund ha impegnato fino a 599 milioni di sterline nel programma Rolls-Royce SMR, con l’obiettivo di attrarre capitale privato e rafforzare la credibilità commerciale dell’iniziativa. Contratti per oltre 350 milioni di sterline sono già stati assegnati ad aziende britanniche lungo la filiera produttiva, con poli industriali a Derby, Sheffield, Manchester e Warrington.

Il governo ha riformato le regole di pianificazione per includere per la prima volta le mini-centrali nucleari, ha abolito l’elenco dei siti designati e rimosso le scadenze sulle autorizzazioni. È stata istituita una Nuclear Regulatory Taskforce che risponde direttamente al primo ministro, con il mandato di allineare le norme britanniche agli standard internazionali e accelerare i processi di approvazione. Un cambio di passo rispetto a decenni di stallo: il Regno Unito non costruiva una centrale nucleare dal 1995.

Al quadro si aggiunge una nuova candidatura privata. Il primo luglio 2026, SGE — piattaforma europea per gli SMR fondata dal miliardario polacco Michał Sołowow — ha presentato una domanda nell’ambito dell’Advanced Nuclear Framework per costruire quattordici reattori GE Vernova Hitachi BWRX-300 su tre siti britannici, per una capacità complessiva di 4,2 gigawatt. Un progetto interamente a finanziamento privato che, se confermato, coprirebbe circa l’11% della domanda elettrica del paese. Il BWRX-300 ha completato il secondo step della Generic Design Assessment britannica nel dicembre 2025, con i regolatori che non hanno rilevato criticità ostative al suo impiego.

La costruzione degli SMR con componenti prefabbricati in fabbrica — la logica industriale su cui punta Rolls-Royce SMR — promette tempi realizzativi tra quattro e cinque anni contro il decennio o più richiesto dai grandi impianti tradizionali. Il programma è atteso generare circa 40.000 posti di lavoro qualificati. Rolls-Royce SMR ha già ricevuto interesse da governi stranieri e figura tra i finalisti per un eventuale parco di reattori in Svezia: la dimensione export del progetto non è un’appendice, è parte integrante della strategia.

Con Starmer che si avvicina alla fine del suo mandato, la vera questione non è se gli SMR siano stati una buona idea politica, ma se il sistema istituzionale e industriale costruito in questi anni regga al cambio di governo. Il contratto con Rolls-Royce è firmato, i fondi sono stanziati, le riforme regolamentari sono in vigore. Il nucleare modulare britannico ha ora una struttura propria, indipendente dalla persona che l’ha avviata.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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