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American Fusion raggiunge 100.000 atm con il Texatron e avanza verso la fusione D-³He

American Fusion (OTCQB: AMFN) ha comunicato nuovi risultati del programma di test sul Texatron Fusion Engine, con pressioni di confinamento plasmatico ripetibili fino a 100.000 atmosfere. La configurazione da 5 MW potrebbe generare oltre 8 volte l’energia di fusione per impulso rispetto al modello da 500 kW.

American Fusion raggiunge 100.000 atm con il Texatron e avanza verso la fusione D-³He

American Fusion Inc. (OTCQB: AMFN) ha annunciato il 27 agosto 2026 nuovi risultati del suo programma di sviluppo e test sul Texatron Fusion Engine. Il team tecnico, guidato dal Chief Technology Officer Dr. John E. Brandenburg, ha ottenuto pressioni di confinamento plasmatico di circa 100.000 atmosfere in modo ripetibile, avanzando verso le condizioni necessarie alla fusione deuterio–elio-3 (D–³He).

Il Texatron è costruito attorno a impulsi elettromagnetici di brevissima durata, progettati per creare simultaneamente tre condizioni fondamentali: temperatura del plasma estrema, pressione e densità elevate, e un tempo di confinamento sufficiente. La società punta a una temperatura del plasma di circa 60 keV, equivalente a roughly 700 milioni di Kelvin, con un confinamento modellato di un microsecondo. Sono numeri che collocano il Texatron in un territorio ancora sperimentale, ma con una traiettoria ben definita.

Nel comunicato vengono confrontate due configurazioni del motore. Il modello da 11 pollici, con potenza target di circa 500 kW, produce nelle simulazioni una energia di fusione per impulso di circa 3,9 kJ. Il modello da 23 pollici, puntando a circa 5 MW, ha un volume plasmatico 8,36 volte superiore e potrebbe supportare teoricamente 8,36 volte le reazioni D–³He per impulso, con un’energia modellata di circa 32,6 kJ. La società ha precisato che queste cifre derivano da calcoli, non da misurazioni dirette: la dimensione maggiore aumenta il numero potenziale di reazioni, ma non migliora di per sé il triplo prodotto di fusione o le condizioni di ignizione.

Sul fronte delle infrastrutture, il 26 agosto è arrivata nella sede temporanea di sviluppo una nuova camera a vuoto portatile, che supporterà i prossimi esperimenti. La fase successiva del programma si concentrerà su target di ignizione D–³He nel range 50–200 keV, integrando rese di fusione e perdite energetiche nei modelli. A livello di proprietà intellettuale, American Fusion ha superato le 100 domande di brevetto pendenti negli Stati Uniti dopo aver depositato 17 nuove applicazioni a metà agosto 2026, coprendo strutture di confinamento in alluminio, camere toroidali rigate, sistemi di iniezione carburante He-3/deuterio e architetture integrate.

La società ha anche ricevuto attenzione da parte della comunità finanziaria: Harbinger Research ha pubblicato un report aggiornato, intitolato “Advancing Modular Fusion Power Toward Commercial Validation”, che esamina il percorso compiuto da gennaio 2026 a oggi, incluso il passaggio al mercato OTCQB e il testing del motore da 5 MW presso la Texas Tech University. L’obiettivo di lungo periodo rimane costruire un sistema di energia a fusione privo di emissioni di carbonio, destinato a applicazioni industriali, commerciali, della difesa e di supporto alla rete elettrica, con un modello di erogazione dell’energia basato su Power-as-a-Service. Il prossimo passo concreto sarà dimostrare la coincidenza simultanea di temperatura, densità e tempo di confinamento adeguati — la vera soglia verso l’ignizione e il guadagno netto di energia.

Tag: Energie rinnovabili Transizione energetica

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