Atomic Eagle (ASX: AEU | OTCQX: AEUXF) ha presentato il proprio progetto uranio Muntanga, in Zambia, al Precious Metals & Critical Minerals Virtual Investor Conference organizzato da OTC Markets Group dal 13 al 15 ottobre. La conferenza riunisce aziende attive in oro, argento, rame, nichel, terre rare, fosfati, uranio e royalties, con sessioni aperte alle domande del pubblico. Atomic Eagle ha preso la parola nella finestra delle 9:30 ET, con il CEO Phil Hoskins a guidare la presentazione.
Il giacimento Muntanga si estende su una licenza di 1.126 chilometri quadrati nella Zambia orientale e conta oggi una risorsa totale di 58,8 milioni di libbre di U₃O₈, distribuita su sette depositi distinti. Il dato rappresenta un aumento del 24% rispetto alla stima precedente, ottenuto dopo la prima campagna di perforazione mai condotta sul sito, che ha identificato due nuovi depositi: Chisebuka, con 9,7 milioni di libbre, e Muntanga East, con 1,7 milioni di libbre. Il deposito principale, Dibbwi East, vale da solo 29,6 milioni di libbre. La mineralizzazione si trova spesso a meno di cinque metri dalla superficie, un fattore che riduce sensibilmente i costi di estrazione rispetto ai giacimenti profondi.
Uno studio di fattibilità pubblicato nel gennaio 2025 delinea un’operazione capace di produrre 2,2 milioni di libbre di uranio all’anno per una vita mineraria di 12 anni, con un capitale iniziale stimato in 281,9 milioni di dollari. Il piano è stato costruito utilizzando solo il 56% della risorsa già identificata: il restante 44%, tecnicamente noto ma non ancora sufficientemente dettagliato per essere incluso, rappresenta il potenziale di espansione su cui la società sta concentrando la campagna di perforazione attuale. Il metodo estrattivo previsto — lisciviazione su cumulo con soluzione acida blanda — recupera oltre il 90% dell’uranio presente e si presta a espansioni incrementali a costi contenuti.
Hoskins ha dichiarato che l’obiettivo è aumentare significativamente la risorsa per sostenere un’operazione mineraria su scala più ampia. La campagna di perforazione in corso, la più intensa degli ultimi vent’anni sul progetto, punta a un obiettivo compreso tra 40 e 100 milioni di libbre aggiuntive. I risultati attesi nelle prossime settimane potrebbero modificare in modo sostanziale le dimensioni del giacimento e, di conseguenza, la struttura economica dell’intera operazione. La prima produzione è attesa intorno al 2030-2031, in un momento in cui le proiezioni della World Nuclear Association indicano una domanda globale dai reattori in ascesa netta rispetto all’offerta delle miniere esistenti.
Il contesto è quello di un mercato dell’uranio che ha visto i prezzi dei contratti a lungo termine salire ai livelli più alti da quasi vent’anni, con nuovi reattori in costruzione in diversi paesi e la domanda strutturale in crescita. La partecipazione di Atomic Eagle alla conferenza virtuale di OTC Markets Group segnala una volontà esplicita di ampliare la base di investitori nordamericani, dove il titolo è negoziato sull’OTCQX. Muntanga, con la sua base di risorse già consistente e una pipeline di esplorazione attiva, si posiziona come uno degli asset uraniferi africani più avanzati tra quelli non ancora in produzione. Se la campagna di perforazione in corso confermerà le aspettative, la decisione finale di investimento potrebbe arrivare prima del previsto.




