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Corea del Sud: SMR e fusione nel maxi-budget 2027 da 599 miliardi

Seoul destina oltre 21 miliardi di dollari al ministero della Scienza nel 2027, con gli SMR tra le sette tecnologie strategiche prioritarie. Il budget totale del Paese tocca un record storico di 820 miliardi di dollari.

Corea del Sud: SMR e fusione nel maxi-budget 2027 da 599 miliardi

La Corea del Sud ha approvato un bilancio 2027 da record: 820,9 trilioni di won, pari a circa 599 miliardi di dollari, con una crescita del 12,8% rispetto all’anno in corso. Tra le voci che spiccano c’è il finanziamento alle tecnologie del futuro, e i reattori modulari compatti — gli SMR — figurano esplicitamente tra le sette aree strategiche che Seoul ha deciso di sostenere in modo intensivo.

Il Ministero della Scienza e delle ICT vede il proprio budget salire a 29,6 trilioni di won (circa 21,6 miliardi di dollari), con un incremento del 24,5% sul 2026. I finanziamenti per il settore dell’intelligenza artificiale crescono dell’84,3%, ma è la voce dedicata alle tecnologie “post-AI” a interessare direttamente il nucleare: un aumento del 16% che include SMR, biotecnologia avanzata e informatica quantistica. Il piano è stato approvato in Consiglio dei ministri presieduto dal presidente Lee Jae-myung e verrà ora sottoposto al parlamento per l’approvazione definitiva entro dicembre.

Il progetto è strutturato attorno ai cosiddetti Sette SEED: sette filiere tecnologiche identificate come motori di crescita a lungo termine. Accanto agli SMR compaiono la fusione nucleare, le energie rinnovabili, il quantistico, l’aerospazio, la biologia avanzata e le filiere di approvvigionamento per materiali critici. La logica è lineare: l’espansione dell’IA richiede enormi quantità di energia, e Seoul vuole produrla in casa con tecnologie proprie. I data center previsti per il 2027 richiederanno da soli circa 6,3 gigawatt di potenza installata, l’equivalente dell’output di quattro o cinque reattori nucleari di taglia coreana.

Sul fronte SMR, la tabella di marcia è precisa. Un consorzio pubblico-privato avvierà nel 2027 la progettazione esecutiva dell’i-SMR, il reattore modulare ad acqua leggera di concezione coreana, con l’obiettivo di commercializzarlo entro il 2035. Nel decennio successivo si passerà ai reattori di quarta generazione: reattori a metallo liquido, a sali fusi o a gas, ognuno pensato per mercati specifici — calore industriale, propulsione navale, generazione distribuita. Per la fusione, invece, il governo punta a sviluppare in parallelo sia il reattore dimostrativo che quello commerciale, comprimendo i tempi rispetto alla sequenza tradizionale.

Il bilancio complessivo per la ricerca e sviluppo è fissato a 39,5 trilioni di won, crescita dell’11,2%, il livello più alto mai registrato nella storia del Paese. Che si tratti del secondo anno consecutivo di crescita a doppia cifra non è un dettaglio marginale: indica una scelta politica stabile, non un’eccezione legata al ciclo elettorale. Seoul sta costruendo una posizione industriale nel nucleare avanzato che punta a coprire l’intera catena del valore, dalla progettazione dei reattori all’export tecnologico verso i mercati emergenti.

Se la roadmap verrà rispettata, la Corea del Sud potrebbe diventare entro il 2035 uno dei pochi Paesi al mondo con un SMR commerciale certificato e operativo. Un traguardo che avrebbe implicazioni dirette sui mercati globali dell’energia nucleare, dove oggi competono principalmente Stati Uniti, Cina, Canada e Russia. Il fatto che Seoul abbia scelto di integrare SMR e fusione dentro la stessa strategia industriale dedicata all’IA segnala qualcosa di concreto: il nucleare avanzato non è più una scommessa di lungo periodo, ma una leva attiva della politica energetica e tecnologica coreana.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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