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DISA Uranium acquisisce asset in Colorado da Premier American Uranium per 2 milioni di dollari

DISA Uranium ha siglato un accordo con Premier American Uranium per acquisire quattro progetti uraniferi in Colorado per 2 milioni di dollari in azioni, investendo contestualmente 5 milioni di dollari in PUR a premio del 41,5%. L’operazione rafforza la filiera domestica statunitense dell’uranio.

DISA Uranium acquisisce asset in Colorado da Premier American Uranium per 2 milioni di dollari

DISA Uranium Corporation acquisisce quattro progetti uraniferi in Colorado da Premier American Uranium (PUR) per un controvalore di 2 milioni di dollari in azioni, e contestualmente investe 5 milioni di dollari nel capitale di PUR con un premio del 41,5% rispetto al prezzo di mercato. L’accordo, firmato il 14 settembre 2026, ridisegna la struttura dei due gruppi e rafforza la catena di approvvigionamento domestico di uranio negli Stati Uniti.

I progetti ceduti — Outlaw Mesa, Atkinson Mesa, Monogram Mesa e Slick Rock — passano interamente a DISA Uranium in cambio di 25.413 azioni della società acquirente, più un numero equivalente di warrant esercitabili a 118,05 dollari per azione. PUR incassa così 2 milioni in equity e mantiene un’esposizione alla crescita futura di DISA Uranium attraverso i warrant. Sul fronte opposto, DISA Uranium sottoscrive subscription receipts di PUR al prezzo di 0,75 dollari canadesi per titolo, acquisendo una quota di circa l’8,7% del capitale. Un ingresso tutt’altro che simbolico: il prezzo corrisponde a un premio del 41,5% rispetto alla chiusura di borsa del 14 settembre 2026.

Per PUR, l’operazione ha una logica precisa. La società concentra ora le proprie risorse sui progetti ritenuti centrali: Cebolleta, Kaycee e Cyclone. I giacimenti del Colorado erano considerati asset non core, e la loro cessione libera capitale da riallocare dove la società vede più potenziale. Il CEO Colin Healey ha definito la transazione un esempio di “disciplined capital allocation”, una formula che in questo contesto descrive scelte concrete: cedere ciò che non è prioritario, incassare in equity anziché in cash, e mantenere un legame con l’upside dell’attivo ceduto attraverso i warrant.

DISA Uranium è una piattaforma di produzione uranio di recente costituzione ma già capitalizzata in modo solido. Ha chiuso un round di finanziamento privato da 105 milioni di dollari con una lista di investitori che include BHP Ventures, Tembo Capital, Halliburton Labs, Valor Equity Partners, Galvanize Climate Solutions, Evok Innovations e Veriten — un mix che copre mining, energia e tecnologia. Il portafoglio attuale comprende le miniere con permessi già ottenuti Tony M, Daneros e Rim nello Utah, oltre ai progetti Sage Plain e Flatiron, e una tecnologia proprietaria denominata HPSA™ abbinata a una piattaforma certificata NRC per la bonifica e il recupero di miniere di uranio abbandonate.

L’acquisizione degli asset in Colorado amplia ulteriormente quella base, aggiungendo risorse convenzionali a una strategia che punta su tutta la filiera: produzione, remediation, recupero e trasformazione domestica. Il mercato dell’uranio statunitense è sotto pressione da anni per la dipendenza dalle importazioni, e iniziative come questa — due società che si incrociano su asset, quote e strategie comuni — indicano un settore che si sta strutturando in modo più integrato. Se DISA Uranium riuscirà a valorizzare anche i quattro progetti coloradiani con la propria tecnologia HPSA™, l’accordo potrebbe rivelarsi vantaggioso per entrambe le parti ben oltre i termini iniziali.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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