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EGA apre il più grande impianto di riciclo alluminio degli UAE, con il brand nucleare MinimAL-R

Emirates Global Aluminium ha inaugurato ad Al Taweelah il più grande impianto di riciclo dell’alluminio degli Emirati, con una capacità di 185.000 tonnellate l’anno. Tra i prodotti della struttura c’è il MinimAL-R, alluminio riciclato miscelato con metallo primario prodotto con l’energia nucleare della centrale di Barakah.

EGA apre il più grande impianto di riciclo alluminio degli UAE, con il brand nucleare MinimAL-R

Emirates Global Aluminium ha inaugurato ad Al Taweelah il più grande impianto di riciclo dell’alluminio degli Emirati Arabi Uniti, con una capacità produttiva di 185.000 tonnellate l’anno. L’impianto è già operativo: la produzione di metallo riciclato è partita a febbraio 2026, e il raggiungimento della piena capacità è atteso entro sei mesi.

La struttura lavora rottami di alluminio post-consumo e pre-consumo, trasformandoli in billette e barre T di alta qualità a basso tenore di carbonio, commercializzate sotto il marchio RevivAL. Ma il dato più significativo per il settore energetico riguarda due prodotti derivati: il CelestiAL-R, che mescola metallo riciclato con alluminio primario prodotto con energia solare, e il MinimAL-R, che unisce il riciclato con alluminio prodotto utilizzando l’elettricità della centrale nucleare di Barakah, ad Abu Dhabi. Questa seconda linea rappresenta l’evoluzione diretta del MinimAL lanciato nell’agosto 2025, quando EGA e la Emirates Nuclear Energy Company avevano consegnato il primo lotto di alluminio a basse emissioni alimentato dall’atomo. Il prodotto fu fornito all’egiziana CANEX Aluminum per applicazioni nei settori delle infrastrutture, dei trasporti e dell’energia solare.

La logica industriale dietro il progetto è precisa. La generazione di elettricità per la fusione e la produzione di alluminio pesa per circa il 60 per cento delle emissioni di gas serra dell’intera industria globale del metallo. Usare la fonte nucleare consente a EGA di tagliare drasticamente quella quota, certificando l’origine dell’energia attraverso il programma UAE Clean Energy Certification, che adotta lo standard internazionale I-REC per garantire la tracciabilità. La centrale di Barakah, con i suoi quattro reattori APR-1400 tutti in esercizio commerciale, produce 40 terawattora l’anno, coprendo circa il 25 per cento del fabbisogno elettrico degli Emirati. Le emissioni evitate ammontano a 22,4 milioni di tonnellate di CO₂ ogni anno.

Prima di Al Taweelah, la maggior parte dei rottami di alluminio generati negli UAE veniva esportata per essere lavorata all’estero, sottraendo valore all’economia nazionale. Con questo impianto, EGA diventa il maggiore consumatore di rottame di alluminio all’interno del Paese. La costruzione ha richiesto quattro milioni di ore di lavoro, oltre 26.300 metri cubi di calcestruzzo e più di 4.600 tonnellate di acciaio strutturale — completati senza un singolo infortunio con perdita di giorni lavorativi. La domanda globale di alluminio riciclato è attesa raddoppiare entro il 2040, e la capacità installata da EGA a livello internazionale supera ora le 400.000 tonnellate l’anno tra UAE, Europa e Stati Uniti, con altri 200.000 t/anno in sviluppo.

La strada tracciata da EGA indica dove si sta spostando la competizione sull’alluminio a basso carbonio: non sulla sola fonte energetica, ma sulla capacità di combinare riciclo, solare e nucleare in una gamma certificata e tracciabile. Chi acquista alluminio nei mercati europeo, nordamericano e asiatico deve già documentare l’impronta carbonica di ogni tonnellata. Avere un unico fornitore che offre tre varianti a basse emissioni dalla stessa piattaforma integrata è una posizione difficile da replicare nel breve periodo.

Tag: Decarbonizzazione Sicurezza energetica

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