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Energy Fuels usa l’uranio per produrre terre rare a White Mesa, Utah

La miniera di White Mesa, in Utah, è l’unico impianto negli Stati Uniti autorizzato a processare monazite per la separazione di ossidi di terre rare, sfruttando la stessa infrastruttura dell’uranio. Energy Fuels ha già raggiunto la produzione commerciale di NdPr e dimostrato la separazione del terbio, puntando all’espansione completa entro il 2027.

Energy Fuels usa l’uranio per produrre terre rare a White Mesa, Utah

La produzione di uranium oxide da sola non basta più. Energy Fuels ha trasformato il suo impianto di White Mesa Mill, a Blanding nello Utah, in qualcosa di più ampio: l’unico sito negli Stati Uniti che processa monazite per la separazione commerciale di ossidi di terre rare pesanti, con la stessa licenza e la stessa infrastruttura usate da oltre quarant’anni per il combustibile nucleare.

Il dato che segna il 2026 è preciso. A marzo, Energy Fuels ha prodotto il primo chilogrammo di ossido di terbio al 99,9% di purezza a White Mesa, usando monazite estratta in Florida e Georgia. È la prima azienda statunitense a dichiarare pubblicamente la produzione primaria di ossidi di terre rare pesanti a grado di specifica in decenni. Diversi produttori di magneti permanenti in tutto il mondo hanno già richiesto campioni per la validazione del prodotto. Sul fronte uranio, il mill ha raggiunto circa 1,6 milioni di libbre di U₃O₈ nella prima metà del 2026, già all’interno della guidance annuale compresa tra 1,5 e 2,5 milioni di libbre.

La logica industriale dietro questa operazione è solida. White Mesa è l’unico impianto negli USA che detiene la licenza della Nuclear Regulatory Commission per processare monazite uranio-contenente a fini commerciali di separazione di terre rare. Quarantacinque anni di lavorazione dell’uranio hanno costruito una posizione regolamentare che nessun altro operatore americano replica oggi. I costi fissi sono distribuiti su tre filiere — uranio, terre rare e vanadio — riducendo il peso economico su ciascuna singola commodity. Questo rende l’impianto più resiliente ai cicli di prezzo rispetto a un processore monospecialistico.

Il contesto geopolitico amplifica il significato di queste mosse. Il tungsteno ha triplicato di prezzo nel 2026, e gli Stati Uniti non ne estraggono un grammo. Le terre rare pesanti come disprosio e terbio dipendono quasi interamente dalla Cina. Il 7 agosto 2026, la Casa Bianca ha convocato un tavolo sui minerali critici, e la strategia di Energy Fuels — usare i ricavi dell’uranio per finanziare la costruzione di capacità di processamento delle terre rare — è esattamente il tipo di risposta domestica che Washington cerca. Lo studio di fattibilità bancario per la Phase 2, pubblicato a gennaio 2026, stima un valore attuale netto di 1,9 miliardi di dollari a un tasso di sconto dell’8%.

Da luglio 2026 sono iniziate le modifiche ai circuiti Phase 1 esistenti per aggiungere produzione commerciale di samario, europio, gadolinio, terbio e disprosio. Il completamento è atteso tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028. La Phase 2 prevede anche l’espansione della capacità di NdPr: entro il 2027, l’impianto punta a produrre materiale sufficiente per alimentare fino a sei milioni di veicoli elettrici l’anno. I permessi con lo Stato dello Utah procedono nei tempi previsti. Se l’esecuzione regge, White Mesa non sarà solo un mill dell’uranio con un circuito di terre rare aggiunto: sarà l’unico punto negli Stati Uniti dove uranio, terre rare pesanti e vanadio escono dallo stesso cancello.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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