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General Atomics investe 38 milioni sulla fusione a Poway grazie al CalCompetes

La California ha rinnovato il programma di crediti d’imposta CalCompetes, e tra i beneficiari figura General Atomics con 38 milioni di dollari destinati a espandere la ricerca sulla fusione nucleare a Poway. Un segnale concreto di come gli incentivi statali stiano accelerando la crescita dell’industria della fusione negli Stati Uniti.

General Atomics investe 38 milioni sulla fusione a Poway grazie al CalCompetes

General Atomics ha ottenuto un credito d’imposta statale per espandere le sue attività di ricerca e sviluppo sulla fusione nucleare a Poway, in California, con un investimento complessivo da 38 milioni di dollari. La notizia arriva in seguito alla firma del governatore Gavin Newsom che ha prorogato il programma California Competes Tax Credit (CalCompetes), uno strumento statale pensato per incentivare le imprese a investire e creare posti di lavoro nello Stato.

General Atomics ha già una storia densa di traguardi nel settore. Proprio nelle ultime settimane, dalla sua struttura di Poway è uscito il modulo finale del Central Solenoid, il più grande e potente magnete superconduttore a impulsi mai costruito al mondo. Sette moduli, progettati e assemblati nel corso di quasi due decenni, che andranno a formare il cuore del reattore sperimentale ITER, in costruzione nel sud della Francia. Un magnete alto quasi diciotto metri, dal peso di mille tonnellate una volta assemblato, che genererà il campo magnetico necessario a contenere il plasma durante le reazioni di fusione. I tecnici di General Atomics lo descrivono come abbastanza potente da sollevare una portaerei dall’acqua.

Il credito d’imposta ottenuto tramite CalCompetes servirà ad ampliare le operazioni di ricerca e sviluppo già attive a Poway, con un focus dichiarato su una nuova struttura per il test di componenti a contatto con il plasma — il cosiddetto Blanket Component Test Facility. L’impianto, se realizzato, sarebbe il primo del suo genere a questa scala e servirebbe a qualificare prototipi in scala reale, in particolare sistemi basati su materiali al litio che rivestono l’interno della camera del reattore e catturano l’energia prodotta dalla fusione. Brian Grierson, direttore delle tecnologie di fusione di General Atomics, lo ha definito “il primo impianto di questo tipo, certamente a questa scala”.

Il programma CalCompetes, nella sua versione rinnovata, ha già distribuito oltre 1,8 miliardi di dollari in crediti fiscali dal 2019, a fronte di impegni per 37,6 miliardi di investimenti privati e oltre 75.000 nuovi posti di lavoro a tempo pieno in California. General Atomics non è l’unico nome di rilievo dell’ultimo ciclo di assegnazioni: tra gli altri beneficiari figurano aziende del settore semiconduttori, biotecnologie e manifattura aerospaziale. Ma l’inclusione di una realtà dedita alla fusione nucleare segnala una crescente attenzione istituzionale verso questa tecnologia.

Il contesto è favorevole anche sul fronte federale. Il Dipartimento dell’Energia ha recentemente visitato i laboratori di General Atomics a San Diego e ha finanziato diversi programmi di ricerca sulla fusione che vedono l’azienda come partner tecnico. Parallelamente, General Atomics collabora con UC San Diego per un centro dedicato alla scienza dei dati applicata alla fusione, e ha appena completato la spedizione di componenti per il reattore MAST Upgrade nel Regno Unito. La traiettoria è chiara: Poway si sta consolidando come uno dei poli più attivi della ricerca sulla fusione a livello mondiale. Se i finanziamenti statali e federali continueranno a convergere su questo ecosistema industriale, la California potrebbe diventare il principale hub privato globale per lo sviluppo delle tecnologie che porteranno la fusione fuori dai laboratori.

Tag: Decarbonizzazione Transizione energetica

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