La Georgia festeggia cinquant’anni di energia nucleare con numeri che parlano da soli. Plant Hatch e Plant Vogtle, i due impianti dello stato, forniscono oggi circa il 25% dell’intera elettricità della Georgia, operando con un fattore di carico medio del 94% nell’ultimo decennio. Augusta è il punto di riferimento geografico e industriale di questo sistema: Vogtle sorge lungo il fiume Savannah, a pochi chilometri dalla città, ed è diventato il più grande generatore di energia pulita degli Stati Uniti.
Dal 1975 a oggi, le centrali nucleari georgiane hanno prodotto oltre 1,2 miliardi di megawattora netti — una quantità sufficiente ad alimentare l’intero territorio statunitense per più di cento giorni consecutivi. Southern Nuclear, la società che gestisce entrambi gli impianti per conto di Georgia Power e degli altri co-proprietari, ha completato nel maggio 2024 l’entrata in esercizio commerciale dell’Unità 4 di Vogtle, prima struttura nucleare costruita ex novo negli Stati Uniti in oltre trent’anni. Con i quattro reattori ora operativi, Vogtle produce più di 30 milioni di megawattora all’anno, senza emissioni in atmosfera. Prima del nucleare, l’85% dell’elettricità di Georgia Power proveniva da fonti fossili, carbone in testa.
Il contesto in cui questi risultati maturano è quello di una domanda energetica in forte espansione. La Georgia è il mercato in crescita più rapida negli Stati Uniti per i data center, strutture che richiedono potenza continua, disponibile ventiquattro ore su ventiquattro. È esattamente quello che il nucleare garantisce. Kim Greene, presidente e CEO di Georgia Power, lo dice senza giri di parole: l’energia nucleare è “la base della nostra flotta di generazione, pronta quando ne abbiamo bisogno, con costi stabili e nessuna emissione.” L’iter per il rinnovo delle licenze di Plant Hatch — già prorogato nel 2002 per vent’anni — è ripartito nel 2023 con una domanda formale presentata all’NRC nel maggio 2025.
Il rilancio nucleare non si ferma all’esistente. A livello federale, il Dipartimento dell’Energia americano ha stanziato oltre 94 milioni di dollari per otto aziende selezionate nell’ambito del programma di dispiegamento degli SMR di terza generazione avanzata, con l’obiettivo di avere nuova capacità nucleare operativa entro gli anni Trenta. Un round precedente aveva già assegnato 800 milioni di dollari alla Tennessee Valley Authority e a Holtec Government Services. L’idea alla base degli SMR — reattori modulari sotto i 300 megawattora elettrici, costruiti in fabbrica e installati in tempi più brevi rispetto ai grandi impianti — attrae investitori privati, colossi tecnologici e governi. Amazon ha opzionato oltre 5 gigawatt di capacità tramite reattori Xe-100 di X-energy. Deloitte ha censito più di 150 progetti SMR in sviluppo nel mondo.
Augusta e la Georgia guardano avanti. Il governatore Brian Kemp ha già invocato pubblicamente la costruzione di una quinta unità a Vogtle. Southern Nuclear sta esplorando la modernizzazione digitale degli impianti esistenti e ha installato per prima al mondo le tecnologie di combustibile a tolleranza agli incidenti migliorata presso Plant Hatch. La traiettoria è chiara: cinquant’anni di nucleare in Georgia non sono un traguardo da celebrare ma una piattaforma da cui ripartire, mentre la domanda di energia pulita e ininterrotta cresce a un ritmo che nessun’altra fonte riesce oggi a soddisfare da sola.




