Vietnam e Russia hanno firmato un accordo intergovernativo per la costruzione della centrale nucleare di Ninh Thuan 1, il primo impianto nucleare commerciale del Vietnam. La firma è avvenuta a Mosca durante la visita ufficiale del primo ministro vietnamita Pham Minh Chinh, alla presenza del suo omologo russo Mikhail Mishustin. L’accordo è stato sottoscritto dal direttore generale di Rosatom, Alexey Likhachev, e dal ministro Tran Van Son, a capo dell’ufficio di governo vietnamita.
L’impianto prevede la costruzione di due reattori VVER-1200 di terza generazione avanzata, con una capacità installata complessiva di 2.400 MW. Il progetto di riferimento è la centrale di Leningrado II, già operativa sul suolo russo. Rosatom ha dichiarato che l’accordo definisce le condizioni e le aree chiave di cooperazione tra le parti e orienterà la collaborazione nel settore nucleare per decenni. Il premier russo Mishustin ha sottolineato che la realizzazione della centrale darà un forte impulso alla cooperazione nelle alte tecnologie e nella ricerca applicata.
La storia di questo progetto è lunga. Il Vietnam aveva identificato il sito di Ninh Thuan già nel 2009, selezionando Rosatom per il primo impianto e la Japan Atomic Power Company per il secondo. Un prestito russo da 8 miliardi di dollari era già stato concordato. Nel 2016, però, l’Assemblea nazionale vietnamita sospese tutto, citando ragioni economiche. Il rilancio è arrivato nel 2024, quando l’assemblea ha approvato la ripresa del programma nucleare. Ad aprile 2025, il governo ha varato una versione aggiornata del piano nazionale di sviluppo energetico, che stanzia 136 miliardi di dollari entro il 2030 e include per la prima volta l’energia nucleare tra le fonti strategiche.
Parallelamente all’accordo intergovernativo, Russia e Vietnam cooperano anche nella formazione del capitale umano: università russe sono già impegnate nella preparazione di ingegneri nucleari vietnamiti, con 59 borse di studio assegnate nell’anno accademico in corso. I due paesi stanno costruendo anche un centro scientifico e tecnologico nucleare in Vietnam, che includerà un reattore di ricerca di progettazione russa. Sul fronte economico più ampio, i due governi puntano a portare l’interscambio commerciale bilaterale a 15 miliardi di dollari nei prossimi anni, con espansione della cooperazione in petrolio e gas, infrastrutture e trasporti.
Il Vietnam non guarda solo a Mosca. A fianco dell’accordo con la Russia per Ninh Thuan 1, Hanoi sta esplorando finanziamenti con la Corea del Sud per il secondo impianto, Ninh Thuan 2: KEPCO e PetroVietnam hanno già siglato intese per lo sviluppo della forza lavoro e per l’esplorazione di opzioni di finanziamento coreane. Il quadro che si delinea è quello di un paese determinato a diversificare le proprie fonti energetiche su più fronti contemporaneamente. Con il primo reattore atteso in rete entro il 2031 e un secondo tra il 2036 e il 2040, il Vietnam si prepara a diventare il nuovo protagonista del nucleare civile nel Sud-est asiatico.



