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Helical Fusion selezionata dal METI giapponese per dimostrare la fusione negli anni 2030

Helical Fusion è stata designata candidata finale del programma METI giapponese per la dimostrazione della fusione a scopo commerciale, con un sostegno pubblico atteso di circa 60 miliardi di yen entro il 2028. L’azienda punta su uno stellarator elicoidale progettato per operare in regime stazionario continuo, superando i limiti degli approcci a impulsi.

Helical Fusion selezionata dal METI giapponese per dimostrare la fusione negli anni 2030

Helical Fusion Co., Ltd. è stata designata candidata finale del programma del Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese (METI) per la dimostrazione della generazione di energia da fusione. Il programma prevede un sostegno pubblico complessivo di circa 60 miliardi di yen — oltre 400 milioni di dollari — distribuiti nell’arco di tre anni fino al 2028, con l’obiettivo di portare la fusione a una vera dimostrazione di potenza entro gli anni 2030.

Il programma METI copre più approcci tecnologici: tokamak, stellarator e fusione laser. È strutturato su un sistema a obiettivi graduali, in cui i progressi vengono valutati rispetto a traguardi tecnici e commerciali predefiniti. I candidati devono dimostrare la fattibilità tecnica della fusione e gettare le basi per future centrali commerciali. La sicurezza e il coinvolgimento delle comunità locali fanno parte del quadro di valutazione. L’ammontare definitivo assegnato a Helical Fusion non è ancora stato annunciato: il METI lo comunicherà dopo la decisione formale sul finanziamento.

Helical Fusion è stata fondata nel 2021 come spin-out del National Institute for Fusion Science (NIFS), uno dei principali istituti di ricerca sullo stellarator a livello globale. L’azienda sviluppa un Helical Stellarator, una tecnologia che può contare su circa 70 anni di ricerca e ingegneria accumulata in Giappone. Il NIFS ha raccolto una base sperimentale solida attraverso il dispositivo Large Helical Device (LHD), che ha raggiunto temperature del plasma superiori a 100 milioni di gradi Celsius e operazioni di plasma prolungate fino a 3.268 secondi.

La scelta dello stellarator elicoidale risponde a una logica precisa. A differenza degli approcci a impulsi, come quelli basati sul tokamak convenzionale, lo stellarator è progettato per operare in modo stazionario e continuo. Helical Fusion ha articolato la propria strategia attorno a tre requisiti che considera essenziali per una centrale a fusione commercialmente praticabile: funzionamento stazionario stabile, generazione di elettricità netta positiva e manutenibilità sufficiente a garantire un’elevata disponibilità dell’impianto. Tre condizioni che, prese insieme, nessuna tecnologia di fusione ha ancora soddisfatto in modo integrato.

Sul fronte industriale, oltre 30 aziende giapponesi stanno già contribuendo allo sviluppo dei componenti chiave per Helix HARUKA, il dispositivo dimostrativo per magneti in superconduttore ad alta temperatura (HTS). La produzione e la costruzione sono già in corso nel campus del NIFS a Toki, in prefettura di Gifu. Tra i partner figurano produttori con competenze avanzate nella lavorazione di precisione e grandi aziende di elettromeccanica pesante con decenni di esperienza nel settore.

La selezione come candidata finale del METI consolida la posizione di Helical Fusion nel contesto della fusione privata giapponese e le apre l’accesso a risorse pubbliche significative. Se il processo si concluderà con l’assegnazione del finanziamento, l’azienda potrà accelerare il percorso verso una centrale a fusione operativa negli anni 2030. Il Giappone, con questo programma, si posiziona tra i pochi Paesi al mondo ad avere una strategia pubblica strutturata per portare la fusione fuori dai laboratori e dentro la rete elettrica.

Tag: Decarbonizzazione Transizione energetica

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