Il 6 maggio 2026 i campioni del combustibile metallico di Lightbridge Corporation sono stati estratti dall’Advanced Test Reactor dell’Idaho National Laboratory. Sei mesi dentro il reattore di prova più potente al mondo, equivalenti — secondo INL — a un decennio di esercizio in una centrale commerciale. Ora raffreddano, in attesa dell’analisi post-irraggiamento che dirà se questo materiale può davvero rimpiazzare le pellet di ossido di uranio in uso da mezzo secolo.
Il combustibile di Lightbridge è una lega solida di uranio e zirconio, estrusa in barre con più lobi e una torsione elicoidale. La geometria — simile a un bastoncino di liquirizia — aumenta la superficie esposta rispetto a una barra cilindrica classica, permettendo una dissipazione del calore più rapida e temperature operative più basse. La chimica di base non è nuova: leghe simili lavorano da decenni nei reattori dei rompighiaccio nucleari russi. La versione commerciale è progettata attorno all’HALEU, uranio arricchito a poco meno del 20%, compatibile con i reattori esistenti e con i piccoli reattori modulari di nuova generazione.
Il test è stato condotto con il metodo FAST — Fission Accelerated Steady-state Testing — una tecnica di irraggiamento accelerato sviluppata presso INL che utilizza uranio altamente arricchito per raggiungere condizioni di alto burnup molto più rapidamente rispetto ai metodi convenzionali. Geoffrey “Boone” Beausoleil, Director of Materials di Lightbridge, aveva contribuito a sviluppare la metodologia FAST durante la sua precedente esperienza presso INL. Il legame tra chi ha costruito lo strumento e chi lo usa è diretto, il che facilita l’interpretazione dei dati.
I campioni sono stati rimossi il 6 maggio 2026, con l’intero team di ingegneria del combustibile e il senior management di Lightbridge — 24 persone in totale — presenti in sede a INL per il traguardo. I campioni verranno raffreddati nei prossimi mesi prima dell’esame post-irraggiamento, che Lightbridge afferma sosterrà il programma di testing più ampio volto a confermare le prestazioni di sicurezza, le performance e i vantaggi economici del Lightbridge Fuel rispetto al combustibile nucleare convenzionale. John Wagner, Laboratory Director di Idaho National Laboratory, ha dichiarato che i dati generati da questa campagna “contribuiscono alla comprensione scientifica più ampia delle prestazioni del combustibile nucleare avanzato sotto irraggiamento”.
L’irraggiamento accelerato risponde a un problema strutturale della qualificazione del combustibile nucleare. Per un nuovo design di combustibile, dimostrare che può reggere agli stress da radiazione è il punto centrale, e storicamente il processo è stato brutalmente lento: il combustibile commerciale trascorre anni dentro un reattore, quindi un test di resistenza realistico significava attendere quasi un decennio prima di avere dati utili. Il metodo FAST comprime quell’attesa in mesi. La campagna punta a raccogliere dati critici sulle performance della lega, inclusa l’evoluzione microstrutturale e le proprietà di conduttività termica.
Se l’esame post-irraggiamento confermerà i risultati attesi, Lightbridge potrà procedere con i report di qualificazione necessari per la licenza commerciale. L’azienda sviluppa Lightbridge Fuel per i reattori ad acqua leggera e pesante esistenti, con l’obiettivo di migliorare sicurezza, economia e resistenza alla proliferazione, e sta estendendo lo stesso approccio agli SMR di nuova generazione per integrare le energie rinnovabili su una rete a zero emissioni. Il calendario reale dipenderà dai dati. Ma il primo ostacolo — sopravvivere all’irraggiamento — è superato.




