Al Forum Economico Mondiale, Vladimir Putin ha usato parole nette: la Russia è l’unico paese al mondo che non si limita a parlare di energia nucleare di piccola taglia, ma la costruisce davvero. Un’affermazione che, guardando ai numeri di Rosatom, trova riscontro concreto.
Il progetto più avanzato è la centrale SMR terrestre in costruzione in Jacuzia, nella Repubblica di Sakha. Il reattore scelto è il RITM-200N, versione terrestre di una tecnologia che accumula oltre 400 anni-reattore di esperienza operativa sui rompighiaccio nucleari russi. La potenza elettrica è di 55 MW per unità, con una vita utile progettata di 60 anni. Il primo avvio è previsto per il 2027. L’obiettivo della centrale è fornire energia pulita e stabile alle aree remote artiche, dove la rete elettrica tradizionale non arriva e i costi del diesel sono proibitivi.
Sul fronte export, Rosatom ha siglato nel maggio 2024 il primo contratto internazionale per un impianto SMR, destinato all’Uzbekistan. Il progetto prevede sei unità RITM-200N nella regione di Jizzakh, per una capacità complessiva di 330 MW. I lavori preparatori sono già iniziati. È un primato assoluto: nessun altro paese ha ancora esportato un contratto di costruzione per un reattore di piccola taglia di questo tipo. Il direttore generale di Rosatom, Alexei Likhachev, ha definito l’accordo una conferma della leadership russa nel settore. A marzo 2025, Rosatom ha firmato un accordo intergovernativo anche con il Myanmar per la cooperazione nella costruzione di centrali nucleari di piccola taglia.
La Russia punta a conquistare fino al 20% del mercato globale degli SMR e dei reattori micro-modulari. Una stima ambiziosa, ma sostenuta da un portafoglio tecnologico che nessun competitor occidentale può ancora replicare in termini di reattori operativi. La centrale nucleare galleggiante di Pevek, equipaggiata con due SMR e operativa dal 2020, è l’unico impianto di questo tipo funzionante al mondo. Cinque anni di esercizio oltre il Circolo Polare Artico, in condizioni di permafrost continuo, rappresentano un patrimonio di dati tecnici che vale più di qualsiasi roadmap teorica.
La serie RITM è inserita nel dashboard degli SMR dell’OCSE-NEA e figura tra i cinque progetti considerati più avanzati a livello globale dal New Nuclear Watch Institute di Londra. Rosatom ha già avviato la produzione di componenti per l’impianto uzbeko, a riprova che non si tratta di accordi sulla carta. Il Brasile ha aperto trattative per sviluppare opzioni SMR con la Russia, segnale che l’interesse per il modello russo si allarga ben oltre l’Asia centrale.
Le parole di Putin a Davos rispecchiano una strategia industriale già in esecuzione. Mentre molti paesi discutono di SMR in documenti di pianificazione, la Russia ha cantieri aperti, contratti firmati e un reattore galleggiante che produce corrente. Se il calendario terrà — primo avvio in Jacuzia nel 2027, primo reattore uzbeko critico nel 2029 — Rosatom consoliderà un vantaggio che agli altri attori del mercato costerà anni colmare.




